Politica

Cuffaro torna in libertà

L'ex governatore lascia il carcere di Rebibbia dopo aver scontato 5 per favoreggiamento alla mafia

Ha scritto un libro, ha studiato per conseguire la seconda laurea in Giurisprudenza e domani, dopo 5 anni, Salvatore Cuffaro lascerà finalmente Rebibbia. L'ex governatore della Sicilia aveva varcato le porte del carcere romano il 22 gennaio del 2011, condannato a 7 anni per favoreggiamento alla mafia. La pena, come avviene per altri detenuti, gli è stata ridotta per buona condotta. A confermare la notizia della scarcerazione i suoi legali Nino Caleca e Marcello Montalbano. E ad attenderlo all'uscita, domani, sarà proprio Montalbano.       Il processo La prima condanna per Cuffaro era era arrivata il 18 gennaio 2008. Cinque anni di carcere e interdizione perpetua dai pubblici uffici per favoreggiamento semplice nel processo di primo grado per le "talpe" alla Dda di Palermo. Il 23 gennaio 2010 la Corte d'Appello di Palermo aveva aumentato la pena di due anni aggiungendo l'aggravante di aver favorito Cosa Nostra. Dopo la sentenza il governatore aveva annunciato di voler lasciare ogni incarico di partito e di voler ricorrere alla Corte di Cassazione. Proprio la Suprema Corte, nel 2011, aveva confermato la condanna. Quella sera di gennaio Cuffaro aveva atteso la sentenza definitiva pregando in una chiesa di Roma per poi giungere, a piedi, a Rebibbia. E a piedi, domani, tornerà alla libertà. Per lui basta politica. L'ex governatore, interdetto dai pubblici uffici, ha già fatto sapere di volere svolgere attività umanitaria in Africa.

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