Politica

Micciché finisce sotto accusa per l’"acquisto" di Genovese

In rivolta gli ex An: "Una scelta vergognosa"

L’affaire Genovese scuote Forza Italia. Il passaggio tra le fila azzurre dell’ex deputato siciliano del Pd, «cacciato» dal Parlamento dai Democratici con il voto favorevole alla richiesta d’arresto nei suoi confronti, è stato di fatto il primo atto significativo della nuova «gestione» Micciché. E se è vero che l’operazione elettoralmente parlando non fa una grinza - Francantonio Genovese è un riconosciuto «mister preferenze» nell’isola - da altri punti di vista l’abbraccio a un esponente coinvolto in un’indagine della procura di Messina sui corsi di formazione professionale può rivelarsi un’arma a doppio taglio. Una circostanza che non ha mancato di far notare l’ala del partito che nell’isola discende direttamente dalla fu Alleanza Nazionale: «Non mi interessano le situazioni giudiziarie di questo o quello - ha tuonato Basilio Catanoso - ma esclusivamente le vicende di natura politica sulle quali non posso derogare. Quelli che sarebbero i nuovi "acquisti" sono solo coloro che coi loro voti hanno fatto perdere al centrodestra le Regionali siciliane e le ultime elezioni politiche, avendo sottoscritto e pubblicizzato il programma del Pd in tutti i modi. È una vergogna». Un concetto ribadito, seppur con toni più morbidi, anche dal vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri: «Senza preclusioni occorre ragionare sulle modalità. Questo è un fatto politico, bisognava informare il partito. C’è gente coerente, che è rimasta sempre con Berlusconi che non era a conoscenza di nulla». Chi ha avuto modo di confrontarsi con Berlusconi garantisce che il leader non era assolutamente informato di nulla e, al momento, non sembra volersi interessare di argomenti che lui considera «questioni locali». Fatto sta che, volente o nolente, il Cavaliere oggi al suo ritorno a Roma si troverà a dover sbrogliare diverse matasse riguardanti la gestione del partito. Non si è ancora spenta l’eco, infatti, del tentativo di defenestrazione ai danni del capogruppo Renato Brunetta andato in scena alla Camera, e che potrebbe avere una coda velenosa anche al Senato dove alcuni non vedono con favore la gestione di Paolo Romani. E solo pochi giorni fa Berlusconi è dovuto scendere ufficialmente in campo per difendere la coordinatrice calabrese Jole Santelli da chi l’ha accusata di essere poco combattiva nei confronti dell’amministrazione regionale di centrosinistra. Ora si aggiunge anche il caso Genovese, anche se a gestire in prima battuta la «patata bollente» dovrebbe essere il responsabile dell’organizzazione Gregorio Fontana, che avrebbe già convocato Micciché per chiarimento. Si vedrà.

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