Politica

Allerta Giubileo al massimo Il prefetto: siamo a livello 4

Più Volanti e rinforzi in ogni Commissariato della città Sorvegliati i luoghi islamici di preghiera «irregolari»

Massima allerta per il Giubileo. «Siamo a livello 4» dice un impassibile prefetto di Roma alla trasmissione "In mezz’ora" di Lucia Annunziata. Uno stato di attenzione per certi versi paragonabile a quello che c’è stato in Francia dopo la carneficina del 13 novembre e il 21 dello stesso mese a Bruxelles, nel Belgio in subbuglio per la caccia ai terroristi dell’Isis.   Ieri Franco Gabrielli ha scattato la foto della sicurezza a Roma, ai tempi dello Stato islamico e dell’Anno Santo che sarà inaugurato domani da Papa Francesco. Il rappresentante di governo ha fatto capire quanto sia alta la tensione delle forze dell’ordine. «Sul piano della "safety" - aggiunge è considerato di livello 2, cioè con una partecipazione di persone stimata tra le 50 mila e le 100 mila. Sul piano della sicurezza l’appuntamento con la giornata della festività dell’Immacolata, che prevede il tradizionale omaggio del Papa alla statua della Madonna in piazza di Spagna, e quest’anno però coincidente con l’apertura della Porta santa è considerato di livello 4, cioè il massimo della scala definita. Saranno 2.250 i militari operativi - spiega Gabrielli - E si aggiungeranno al migliaio di addetti alle forze dell’ordine normalmente impegnate a Roma. E nel caso di attentato? «Tutte le decisioni di difesa civile antiterrorismo e di Protezione civile - scandisce - fanno capo al prefetto. Nel momento in cui ci fosse una situazione di particolare pericolosità tutto viene assunto nelle mani del ministro dell’Interno. Nella fase decisiva territoriale sicuramente la decisione di evacuare spetterebbe a me».   Attorno a piazza San Pietro sono state installate circa 200 telecamere. Gli scanner sono stati sistemati sotto al colonnato e al Colosseo. Speciali squadre antiterrorismo della polizia sono in giro per la città a ogni turno di servizio. Altre di Pronto intervento, capaci di accertamenti telematici in diretta, sul posto e senza passare per la sala operativa del 113, sono state inserite nel dispositivo di sicurezza messo in piedi dalla Questura di Roma. Il personale dei Commissariati è stato rafforzato. Ciascun presidio può contare su trasferimenti (alcuni definitivi, altri provvisori) decisi in occasione dell’Anno Santo. Una maggiore corposità dell’organico che dovrebbe consentire un più attento controllo del territorio, senza tralasciare le periferie alle quali più volte ha tenuto a fare riferimento il questore Nicolò D’Angelo. Anche in queste aree, infatti, sono alti i riflettori delle forze dell’ordine. Si parla soprattutto delle zone di Esquilino e Tor Pignattara. Qui si concentrano gli extracomunitari e si conta la nutrita presenza di musulmani e di luoghi di preghiera islamici "irregolari". In passato queste fette di territorio sono state al centro di inchieste giudiziarie, scoprendo che chi cerca un nascondiglio a volte lo ha trovato facilmente. E potrebbe accadere di nuovo. Ma l’attenzione delle forze dell’ordine non tiene fuori alcuna zona della città. Ieri ci sono stati due falsi allarmi bomba: in largo Goldoni e sulla linea A della metro. Nel primo caso, gli artificieri della polizia sono intervenuti incentro intorno alle 13.55 per un borsone incustodito, di fronte al negozio di Fendi, in pieno centro, dal quale spuntava una tanica, una latta d’olio da cucina. Il secondo episodio alle 14.15 in metropolitana, dopo la segnalazione lanciata dal macchinista del convoglio e da alcuni passeggeri per un trolley incustodito nei pressi di una galleria tra Termini e Repubblica, a pochi metri dalla banchina.

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