Politica

I "civici" rispondono no L’"Altra Italia" non decolla

Berlusconi voleva lanciarla a settembre. Poi il silenzio

Era stato uno dei tormentoni politici dell’ultima estate. L’«Altra Italia», il listone civico nazionale che Berlusconi sarebbe stato pronto a lanciare per affiancarlo a Forza Italia - qualcuno temeva addirittura per sostituirla - e per riportare al voto la marea di elettori del centrodestra rifugiatisi nell’astensionismo. Silvio Berlusconi non lasciava sfuggire occasione per annunciare il suo progetto e l’appuntamento per il varo della «super-lista» composta da imprenditori e professionisti, meglio ancora se giovani, era fissato per il settembre scorso. Oggi, quando sono già passati oltre due mesi dall’atteso lancio, dell’«Altra Italia» non si sa più nulla. Berlusconi non ne fa più menzione nei suoi interventi pubblici e anche dai big di Forza Italia, se si prova a investigare, si ottengono solo scrollate di spalle. «Non si sa, forse più a ridosso delle amministrative» spiegano con l’aria di chi, però, ci crede poco. Cos’è successo al progetto? Di certo non ci ha rinunciato il Cav. Nei suoi interventi non nasconde la sfiducia - dell’elettorato, prima ancora che sua - nei confronti di quelli che chiama «professionisti della politica» e continua a sentirsi a sua volta un imprenditore, un «civico», prestato alla cosa pubblica. A frenare sono stati per lo più proprio coloro che sarebbero dovuto essere i protagonisti del progetto. Dei «venti campioni» i cui curriculum erano stati analizzati dal Cavaliere e da Andrea Mandelli (responsabile del partito per i rapporti con le professioni) non si sa nulla. In compenso, dai tanti «civici» sondati più o meno ufficialmente per le candidature a sindaco alle prossime amministrative sono arrivati una serie di cortesi ma fermi rifiuti. Uno dei più quotati era Marco Boglione , patron di Robe di Kappa, al quale era stata offerta la candidatura contro Piero Fassino a Bologna. «Fare il sindaco non è il mio mestiere» aveva spiegato. In precedenza, per la stessa poltrona si era anche pensato al giornalista Rai Massimo Giletti . Altro no. Giornalista è anche Paolo Del Debbio che, al momento, ha rifiutato tutte le avance per la candidatura a sindaco di Milano, mentre il suo collega Alessandro Sallusti è stato frenato dai sondaggi. Ci sono poi quelli «attenzionati» da anni dal Cavaliere. Della categoria «servitori dello Stato» fa parte l’ex capo della protezione civile Guido Bertolaso , che però ha chiarito di voler archiviare le sue grane giudiziarie prima di occuparsi eventualmente di politica. Mentre sotto la voce «imprenditori» si possono annotare i reiterati rifiuti dell’inventore del gelato Grom Guido Martinetti e dell’ultimo rampollo di casa Barilla , Guido. Ai tempi in cui la nascita dell’«Altra Italia» sembrava davvero solo una questione di tempo erano circolati persino i profili di Mara Venier - a suo tempo aveva rifiutato la candidatura a sindaco di Venezia - Massimo Boldi e Giovanni Malagò . Anche quest’ultimo, corteggiato in passato pure da Renzi, si guarda bene dallo scendere nell’agone politico. E che la fantomatica società civile non sia così facile da arruolare lo confermano anche i ripetuti stop and go dei progetti politici di Diego Della Valle e Corrado Passera . Mentre uno dei pochi imprenditori che hanno deciso di impegnarsi seriamente in politica, Alfio Marchini , non sembra ansioso di indossare le insegne di qualcuno dei «vecchi partiti». Insomma, l’«Altra Italia» - quella dei «campioni» della società con simpatie di centrodestra - di sicuro esiste. Ma di scendere in campo per adesso non ha alcuna voglia.

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