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Il Cav: "I Cinque stelle? Una banda di balordi"

Rilancio: "Se torno io il centrodestra guadagna dieci punti"

Il Cav: "I Cinque stelle? Una banda di balordi"

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Il partito di Grillo? Una «banda di balordi» che rischia di vincere le elezioni. Non usa mezze parole Silvio Berlusconi, sceso in campo ieri a Mogliano Veneto a un convegno organizzato dal Ppe. «Ho preso ancora una volta una decisione facendo vincere il senso di responsabilità - ha detto il Cav - ed eccomi qui di nuovo in campo per combattere per la libertà. Purtroppo abbiamo davanti una battaglia molto dura, perché oggi in Italia ci sono 4 gravi emergenze: la sicurezza, la democrazia, la giustizia e l’economia». E ancora: «Il Governo ha pensato di ridurre gli organici delle forze dell’ordine e concedere un aumento che equivale a una pizza, 8 euro, ma grazie a noi ora c’è 1 miliardo in più - ha aggiunto - anche se poi c’è come controparte, una mancia elettorale disgustosa: 500 euro in cultura per chi compie 18 anni e andrà a votare per la prima volta».

Berlusconi ha quindi ribadito che oggi in Italia «c’è un problema di democrazia. Renzi governa senza essere stato eletto e mette uomini a lui vicini e cambia la legge elettorale e la Costituzione». Ma c’è un pericolo maggiore, avverte il Cav: «Il Pd oggi è al 31,5%, dentro il partito accusano Renzi di avere tolto la guida alla sinistra. C’è il pericolo che non arrivi al 40%, quindi alle elezioni si prevede il ballottaggio e in questo caso ci sarebbe il M5S e per i sondaggisti vincerebbe e noi consegneremmo il Paese a una banda di balordi. Quindi abbiamo il dovere che il centrodestra si rafforzi e vada a vincere al primo colpo le elezioni».

Forza Italia «oggi è al 12,5% ma se scendessi nuovamente in campo potremmo recuperare 10 punti. Dobbiamo raggiungere tutti quelli che non vanno a votare perché sfiduciati. L’unica mia grande colpa è stata di non essere riuscito a convincere il 51% degli italiani di darmi fiducia». E poi sulla giustizia: «I miei avvocati mi hanno implorato di non parlare di malagiustizia o ingiustizia. Da 40 anni dal parlamento non escono leggi che siano invise ai magistrati». Ha poi ricordato che «Magistratura Democratica, una corrente dell’Anm, è diventata negli anni un contropotere. La magistratura non dipende dal governo o dai cittadini, non è controllabile e gode di una totale immunità». Per questo «un punto fermo del nostro programma - ha spiegato Berlusconi - sarà la riforma della magistratura: provvedere che i processi non siano infiniti, che si cambi la custodia cautelare e il sistema delle intercettazioni che, nei paesi civili, non valgono come prova perché possono essere manipolate. Avviare l’istituto della cauzione e basta con i processi politici: chi viene accusato di avere commesso un reato, entra nel processo e se viene assolto non può più essere richiamato in giudizio». Ha parlato anche di politica estera: «Un forte governo italiano potrà avere peso in Europa mettendo in campo il talento dell’amicizia. Io non sono un politico ma ero e sono ancora un tycoon. Regalavo 12 cravatte a tutti i colleghi del G8 e ne ho presieduti tre. Ho visto Bush, Putin e Blair indossare contemporaneamente le mie cravatte. Hanno detto che, quando sarebbero scaduti dalle loro cariche, l’amico Silvio li avrebbe assunti nelle sue imprese». Quindi, conclude: «sta nel nostro senso di responsabilità verso il Paese vincere una battaglia che abbiamo la possibilità di vincere se saremo in grado di scendere in campo e combatterla». Oggi Berlusconi interverrà telefonicamente alla manifestazione organizzata da FI in Sicilia al Cinema Capitol, a Bagheria.

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