Sei episodi da maggio a dicembre. Sono gli attentati e gli assalti di matrice jihadista portati a termine nel corso del 2014 in Paesi occidentali. Il 24 maggio il francese di origine algerina Mehdi Nemmouche fa irruzione nel museo ebraico di Bruxelles e uccide quattro persone a colpi di arma da fuoco. Era appena tornato dalla Siria immersa nella guerra civile. Il 23 settembre il diciottenne di origine afghana Numan Haider pugnala due agenti dell’antiterrorismo a Melbourne, in Australia, mentre è in commissariato in attesa di essere interrogato. Il 20 ottobre a St. Jean sur Richelieu, in Canada, Martin Couture-Rouleau, convertito all’Islam, investe con l’auto due soldati canadesi, uccidendone uno. Il 22 ottobre , sempre in Canada ma questa volta a Ottawa, Michael Zehaf (anche lui convertito) uccide un militare di guardia al National War Memorial e poi si lancia in un attacco a mano armata all’interno del parlamento canadese. Il 23 ottobre , a New York, Zale Thompson ferisce a coltellate ed accettate due poliziotti. Il 15 dicembre , a Sidney, l’australiano sciita di origine iraniana Mohammad Hassan Manteghi, armato di fucile, prende in ostaggio una quarantina di persone in una cioccolateria. Il giorno dopo sarà ucciso in un blitz delle forze speciali. Con lui perderanno la vita due ostaggi.
Sei assalti da maggio a dicembre
Sei episodi da maggio a dicembre. Sono gli attentati e gli assalti di matrice jihadista portati a termine nel corso del 2014 in Paesi occidentali. Il 24 maggio il francese di origine algerina Mehdi...
