Politica

Gentiloni: "No intervento militare in Siria"

Il ministro degli esteri ospite alla trasmissione Agorà: "Lavoriamo per identificare 5 sospetti" SICUREZZA L'Ue blinda le frontiere

"Nessuno metterà gli scarponi in Siria: nè Hollande, nè Obama, nè noi. Siamo pronti ad aiutare i nostri fratelli francesi ma nè noi, nè loro, nè gli americani faremo spedizioni in Siria". Da queste parole pronunciate dal ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ospite della trasmissione Agorà si capisce bene la linea dell'Italia rispetto l'emergenza terrorismo: la crisi in Siria si risolverebbe con una soluzione politica e non militare. Gentiloni lo dice chiaramente: "La via d'uscita per la crisi siriana è di natura politica, non abbiamo bisogno di ripetere gli errori fatti in Iraq o Libia".   Quindi volontà di collaborazione ma con dei paletti specifici da parte dell'Italia rispetto alla richiesta di "responsabilità" lanciata ieri dal presidente francese Hollande ai paesi dell'Europea richiamando addirittura l'articolo 42.7 del trattato dell'Unione che prevede che, quando uno Stato viene aggredito, tutti gli Stati membri gli diano solidarietà di fronte all'aggressione.  Nello specifico il ministro sottolinea di voler "attendere maggiori specifiche" sulla natura del contributo italiano ai "fratelli francesi"   E sottolinea che oggi si può trovare un percorso per allontanare Assad senza lasciare un vuoto che sarebbe occupato solo da Daesh o da al Nusra:  "Questo è il lavoro che dobbiamo fare in Siria, con serietà e senza proclami roboanti". Mentre riguardo all'utilizzazione dei Tornado Gentiloni specifica quella che è la funzione attribuita ovvero la "ricognizione" e poi lascia un punto interrogativo per il futuro: " Questo assetto tattico potrebbe cambiare, ma per il momento quella è la funzione che ci chiede la coalizione e che noi svolgiamo"   Insomma poco cambia o nulla rispetto alla posizione dell'Italia anche se adesso, colto probabilmente il suggerimento di Berlusconi, la Russia viene nominata sempre più spesso dai ministri di Renzi, tant'è vero che Gentiloni ha aggiunto che Assad è il principale responsabile di quello che sta succedendo in Siria e "potrà essere allontanato anche con la collaborazione della Russia, attraverso una transizione politica".   E intanto a proposito dell'allarme Usa per potenziali attacchi terroristici" che potrebbero avere come obiettivi a Roma la basilica di San Pietro nella città del Vaticano" e "il Duomo e il teatro la Scala a Milano, Gentiloni non nega che sia veramente elevata ma al contempo invita a "non essere prigionieri di questa preoccupazione": "Da ieri - fa sapere il ministro - le nostre forze di sicurezza stanno lavorando per identificare cinque persone".

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