La porta non è stata ancora chiusa definitivamente. Ma la possibilità che Alfio Marchini possa diventare il candidato a sindaco di Roma per il centrodestra si assottigliano sempre di più. Ieri dal vertice che Berlusconi ha tenuto a palazzo Grazioli con Giorgia Meloni e Matteo Salvini non è uscito ancora alcun nome per la Capitale. Ma neppure un passo avanti verso l’imprenditore romano. Anzi, sia il leader della Lega sia la sua collega di Fratelli d’Italia hanno ripetuto al Cavaliere di non essere per nulla convinti della scelta di Marchini. E così Berlusconi ha dovuto prendere ancora tempo in attesa che la situazione si chiarisca o che Giorgia Meloni annunci di volere essere lei a correre per il Campidoglio. L’unica decisione presa è stata quella di avere candidati comuni in tutte le città dove si voterà per le elezioni amministrative. Iniziando da Milano dove però il centrodestra ha un problema opposto a quello di Roma: di nomi per ora non ce ne sono neppure sulla carta, visto che Paolo Del Debbio, il giornalista di Rete4 che piace al Cavaliere, non vuole saperne di accettare «l’investitura» e lasciare la televisione. Mentre dall’altra parte il Pd sembra aver quasi risolto il problema puntando sull’ex commissario di Expo Giuseppe Sala. Manovre che comunque turbano poco Alfio Marchini, deciso comunque a candidarsi, anche contro il centrodestra se la coalizione deciderà di puntare su un altro nome. Tanto è vero che l’imprenditore ha già iniziato la sua campagna elettorale, girando nelle periferie romane e partecipando ad alcune manifestazioni: martedì sera era al teatro Marconi e ieri sera alla sala Umberto I. A Bologna, invece, Berlusconi e Salvini si ritroveranno domani ancora una volta insieme sul palco della manifestazione organizzata da Confabitare, l’associazione dei proprietari immobiliari. E sarà l’occasione per parlare di nuovo del voto della prossima primavera. Ma il Cavaliere non ha solo il problema delle amministrative. Forza Italia è un partito in fibrillazione per le nomine interne e ieri il partito ha dovuto fare una smentita ufficiale per un'indiscrezione lanciata da Lettera43.it su un Cav pronto a nominare 3 nuovi coordinatori nazionali: il senatore monzese Andrea Mandelli al Nord, il deputato sardo Salvatore Cicu al Centro e il senatore siciliano Vincenzo Gibiino al Sud. Un cambio ai vertici a sorpresa, che spariglierebbe le carte e prenderebbe tutti i big delle varie anime forziste in contropiede. Così è dovuta arrivare la smentita di Forza Italia con una nota ufficiale dell'ufficio stampa: «L'articolo pubblicato sul sito Lettera43 relativo all'ipotesi di un'imminente nomina di nuovi coordinatori di Forza Italia è destituito di ogni fondamento». Ma la precisazione non è bastata a placare gli animi. Anche perché nei giorni scorsi Berlusconi avrebbe davvero telefonato a Cicu, Gibiino e Mandelli per sondare la loro disponibilità, convinto della necessità di un riassetto organizzativo del partito sul territorio. E in effetti più volte negli ultimi mesi Berlusconi ha annunciato un'imminente «rivoluzione azzurra». Ha lanciato prima «Altra Italia» precisando che non ci sarebbe stata alcuna rottamazione di FI; poi ha tirato fuori la «pazza idea» di dar vita a una fondazione con 20 campioni della società civile. Ma nel partito c'è chi considera il rumor sul «tridente» Gibiino-Mandelli-Cicu, tutt'altro che infondato, quanto piuttosto una mossa del Cav, stanco delle beghe interne e della lotta tra correnti sempre più forte, per spiazzare tutti.
Cav-Salvini-Meloni, siluro a Marchini
Ancora nessuna decisione su Roma. Ma Lega e Fdi ribadiscono il no all’imprenditore. Giallo sulla nomina di Mandelli, Cicu e Gibiino a coordinatori FI. Il partito smentisce
