Politica

Renzi dà ragione al Cav "Putin non va escluso"

Il premier riconosce l'errore di aver isolato lo "zar". "Contro l'Isis una coalizione con Russia, Ue e Usa" LEGGI ANCHE Anche i grillini vogliono il dialogo Ma non si capisce con chi

E di colpo lo «Zar» è diventato amico. Contro l’Isis? Un «accordo ampio», che veda «protagonisti Usa, Ue e Russia e con le potenze regionali dell'area coinvolte». La presenza della Russia all’Expo? «Quattro milioni di visitatori per il padiglione dedicato». Sembra di sentire l’accento milanese del Cavaliere, che rivendica puntualmente il ruolo strategico della Federazione e del suo presidente, e invece è Matteo Renzi che, sulla scia di Barack Obama, ha riconosciuto alla Russia di Vladimir Putin il profilo di alleato strategico nella lotta al terrore e non solo. Al G-20, svoltosi in Turchia, ieri è andato in scena il bilaterale tra il capo del Cremlino e il premier italiano con questa novità: l’invocazione di fatto del modello di Pratica di mare, una delle conquiste della politica estera di Silvio Berlusconi ai tempi di George W. Bush e Putin. In agenda, non poteva essere altrimenti, il tema degli attacchi dell’Isis a Parigi. Qui Renzi ha auspicato un accordo che indichi una «strategia complessiva» per un problema che «non possiamo pensare di risolvere con interventi di tempo limitato». Ma soprattutto il premier italiano ha espresso la sua soddisfazione perché «finalmente la Russia rientra nei tavoli internazionali con la conferenza di Vienna». Non solo. Nel bilaterale con Putin - cui hanno partecipato anche il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan e, significativamente, l'ad di Eni Claudio De Scalzi – argomento sono stati i rapporti tra Italia e Russia, che per Putin «nonostante le difficoltà politiche economiche e di sicurezza stanno continuando a svilupparsi malgrado i rallentamenti», ossia – tradotto dal diplomatico - malgrado il tema spinoso delle sanzioni applicate anche dall’Italia. Renzi, infine, non ha fatto mancare le sue condoglianze per l'attentato all'aereo russo a Sharm e ha ricordato, ringraziando della presenza, il successo di Expo e in particolare del padiglione russo, visitato da oltre quattro milioni di persone. Insomma, il giorno dopo il disgelo tra Usa e Russia – nel nome del comune interesse a stroncare Daesh – è stato il turno di Matteo Renzi, rimasto folgorato sulla via di Mosca dopo che per mesi i governi di mezza Europa hanno stigmatizzato, per usare un eufemismo, l’interventismo russo a fianco di Bashar Al Assad e prima ancora quello in Crimea. Peccato, però, che le tesi rivendicate dal giovane premier sono quelle storicamente sostenute da Silvio Berlusconi che non ha mai mancato di perorare il ruolo e le ragioni del presidente russo rispetto alle pressioni dell’Ue e degli States. Non è un caso che ieri il leader di Forza Italia sia intervenuto proprio sull’argomento. E il commento è un «ve l’aveva detto» a tutti gli effetti: «Da mesi Putin va suggerendo di creare una coalizione internazionale contro l'Isis – ha spiegato a Radio 24 - ma l'Europa, che poi dovrebbe essere la più interessata a partecipare visto che è in Europa che si riversano i rifugiati che scappano dal Califfato, l'Europa invece di collaborare con la Federazione russa ha tentato di isolarla e le ha inflitto sanzioni economiche assurde che, oltretutto, recano un danno alla stessa economia europea».

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.