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Monete alternative per scambiarsi servizi: ecco chi ha già seppellito l’euro

Si chiamano SCEC (Solidarietà che cammina) sono stati creati a Napoli nel 2007 e attualmente ne sono in circolazione circa 3 milioni

Monete alternative per scambiarsi servizi: ecco chi ha già seppellito l’euro

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Tanta voglia di Lira. La nostalgia, a volte struggente, per la vecchia moneta e per i tempi in cui con l’equivalente dei 15 euro attuali, si mangiava una pizza e si andava al cinema, è venuta a tutti, almeno una volta, in questi anni. C’è chi però non si è limitato a condividere improbabili gruppi su Facebook per il ritorno delle banconote con Bernini, Volta e Carvaggio; da ben sette anni infatti esiste in Italia un’alternativa all’Euro, perfettamente legale e sempre più in espansione. Si tratta di un progetto promosso dall’associazione Arcipelago SCEC, con lo scopo di supportare l’economia locale trattenendo e facendo reinvestire la ricchezza nel territorio attraverso l’uso del Buono Locale della Solidarietà Che Cammina, denominato appunto SCEC.

Questo progetto di moneta complementare, nato a Napoli nel 2007, rappresenta una percentuale del prezzo scelta liberamente da chi lo accetta al momento dell’iscrizione a un circuito creato appositamente ed è configurato fiscalmente come un abbuono, passivo o attivo a seconda che si riceva o si utilizzi lo SCEC .

Questo circuito è strutturato come un vero e proprio arcipelago di isole, riunite in un coordinamento nazionale che copre tutto lo «stivale». Esistono sei tagli di questa moneta: da 0,50; 1; 2; 5; 10 e 20, e sono sia elettronici che cartacei.

Lo SCEC ha un rapporto di 1:1 con l’euro, ma non essendo convertibile può essere scambiato solamente all’interno del circuito che comprende imprenditori, artigiani, commercianti e professionisti. Anche i privati possono utilizzarlo tra di loro, nel caso di scambio di servizi occasionali o di beni usati, come ad esempio il supporto alle persone anziane e alle famiglie organizzando un servizio di spesa a domicilio; il baby sitting collettivo, l’assistenza allo studio in spazi idonei come le parrocchie.

Possono associarsi al circuito tutte le imprese commerciali artigiane e industriali ad eccezione di tutte quelle attività che per loro natura non reinvestono se non in misura marginale nel territorio, disco rosso quindi per multinazionali e franchising e naturalmente anche per quelle attività contrarie al senso di comunità come fabbriche di armi, società di scommesse e giochi d'azzardo.

I numeri, forniti proprio ieri alla Sala del mappamondo presso la Camera dei Deputati, durante un evento, parlano di tre milioni di SCEC in circolazione in Italia, 30.000 associati, 3500 imprese che regolarmente accettano SCEC e 12 gruppi territoriali regionali attivi dal Friuli alla Sicilia.

Lo Scec è nato addirittura prima del Bitcoin, per il quale si era gridato al miracolo, salvo poi vederlo sgonfiare progressivamente. Non sappiamo se basterà a lenire la mancanza della Lira negli italiani di certo siamo in presenza di un esperimento che per ora funziona e sta portando nuova linfa a molte piccole e medie imprese locali.

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