«Abbattere il cliché Marino, ossia cercare semplicemente un candidato che possa vincere: dopo due anni e mezzo Roma è ridotta a zimbello. Questo metodo non ha pagato». Fabio Rampelli, capogruppo alla Camera di Fratelli d’Italia non intende partecipare a quello che chiama «il gossip, il toto-nomi» sul destino della Capitale. Rampelli, da quando è decaduto Ignazio Marino non si fa altro che ripetere che il «civismo» sostituirà il bipolarismo a partire dai territori. È d’accordo? «Non è vero che destra e sinistra non hanno più senso. Chiudere i campi nomadi è di destra, tenerli aperti di sinistra, voler togliere la patria potestà a chi fa dei bambini degli accattoni è di destra, la pelosa demagogia che non punisce i genitori che li sfruttano è di sinistra. Portare i bambini delle scuole a visitare Auschwitz, la Foiba di Basovizza e la piazza di Praga dove Jan Palach si è bruciato vivo per protestare contro il comunismo è di destra, la formazione scolastica che ignora i crimini del comunismo nel mondo è di sinistra. Difendere la famiglia tradizionale è di destra, registrare i matrimoni gay come ha fatto Marino è di sinistra». È di destra sostenere Alfio Marchini? «Alfio Marchini dovrebbe dirci da che parte sta. Non si può contestualmente chiedere il sostegno alla sinistra e il sostegno alla destra». Eppure settori del centrodestra guardano proprio a Marchini. Non crede che a questo punto tocchi a Fratelli d’Italia proporre una via alternativa alla coalizione? «Fratelli d’Italia il primo passo lo ha fatto. Dipende da che cosa si intende per primo passo. Se si vuole un nome da dare in pasto al circuito mediatico che lo chiede, beh questa è un’avventura già attraversata: Ignazio Marino risponde a questo metodo e a questa procedura, ed è stato un fallimento. Non si può andare alla caccia di un nome, si deve andare a caccia di un progetto». Quali le priorità per Roma? «Ci sono anche le cose di buon senso, che apparentemente non hanno colore. Mantenere l’Acea pubblica perché produce centinaia di milioni di dividendi l’anno e impedisce l’aumento delle tasse è di destra, ma potrebbe anche essere di sinistra. Il problema è che di mezzo ci sono gli affari, che spesso impediscono alla destra come alla sinistra di stare semplicemente dalla parte degli interessi del popolo. Così come per il mattone. Chi avrà la forza per fare ciò che è necessario e non ciò che serve ai poteri forti?» Già, chi? Giorgia Meloni ad esempio? «A noi non interessa fare il tifo per una persona o per un’altra, interessa capire quali soluzioni ai drammatici problemi di Roma vengono proposte con le primarie e capire se sono in sintonia con le nostre e con le opinioni dei cittadini».
Rampelli: «Un progetto prima del nome»
«Abbattere il cliché Marino, ossia cercare semplicemente un candidato che possa vincere: dopo due anni e mezzo Roma è ridotta a zimbello. Questo metodo non ha pagato». Fabio Rampelli, capogruppo...
