«Quando vedo certi addii scenografici mi rendo conto di quanto possa essere falsa la politica. Chi fallisce la prova dell'amministrazione si rifugia nella cerimonia di addio, vibrante denuncia di un presunto complotto, con tono finto nobile e vero patetico. Non mi riferisco solo a Marino, certo. Ma se la maggioranza dei tuoi consiglieri ti manda a casa, non si chiama congiura: è la democrazia, bellezza». A parlare nella conversazione con Bruno Vespa che sarà pubblicata nel libro «Donne d'Italia» in uscita da Mondadori Rai Eri giovedì 5 novembre è il premier Matteo Renzi.«Presto fare nomi.Lavoreremo per ricucire e alla fine sceglieremo il candidato» specifica Renzi che guarda al caso Roma rilanciando un mantra ormai già collaudato: «Anche a Roma occorrerà una squadra, un dream team, persone di primo livello su tutto, dalla cultura allo sport, dai trasporti all'istruzione». Intanto, il presidente del Consiglio, e segretario Pd, ha idee ben diverse sul gioco che la squadra Dem ha sin qui condotto all'ombra del Campidoglio: «Riorganizzeremo il partito che è dilaniato da correnti interne, incomprensibili ai romani: sono piu' divisi delle contrade del palio di Siena. Ma almeno lì a Siena c'e' una tradizione «La rivalità tra Democratici di Roma - rincara - e' incomprensibile. Lavoreremo per ricucire e alla fine sceglieremo il candidato».
Il libro di Vespa
Renzi su Marino «Congiure? Sfiduciato per la sua incapacità»