Politica

Renzi: sul contante non torno indietro

Il premier: "Pronto a mettere la fiducia sulla legge di Stabilità". "Stop alle imposte locali". La manovra in Quirinale non è ancora arrivata

Polemiche ma anche un giallo sulla legge di Stabilità. La manovra economica avrebbe dovuto approdare ieri in Senato ma l’arrivo in Parlamento è slittato perchè il testo non è stato ancora visionato dal Quirinale. Questo rallentamento fa crescere la suspence sulle misure di cui non si conoscono ancora i dettagli. Intanto spunta l’ipotesi della fiducia per bloccare l’arrembaggio già annunciato dalla minoranza dem pronta a rovesciare sulla Stabilità una valanga di emendamenti. Renzi non ha intenzione di far svuotare quello che considera un modello di equilibrismo tra minore pressione fiscale e compatibilità di bilancio. Ieri a «Otto e Mezzo» il premier ha messo in sicurezza la norma sul tetto al contante precisando che «non si cambia» e se qualcuno ci prova, è pronto «a mettere la fiducia». Poi ha sottolineato quello che è l’architrave della manovra, ovvero «per dirla alla Berlusconi, meno tasse per tutti ma per davvero». Lo slogan è che «chi paga le tasse nel 2016 ne pagherà di meno». Nessuno deve temere che la pressione fiscale possa aumentare a livello locale. «Nella Stabilità c'è anche una norma che impone a comuni e regioni di non alzare le tasse». A chi lo accusa di aver ritrattato la promessa di togliere la Tasi a tutti anche alle case di lusso, risponde di «non aver cambiato idea». «I castelli non sono il problema di questa legge di stabilità. E se poi vogliamo dirla tutta, i castelli pagavano la tassa quando è stata abolita l'Ici e non la pagavano dopo, perchè c'era una detrazione per le dimore storiche». Ammette che la manovra è stata fatta in deficit ma «solo del 2,2% mentre con Monti fu del 4%. Inoltre con il Prof il debito pubblico andava in su, ora invece la curva è in discesa». Altro tema caldo, le pensioni. Renzi conferma che nella Stabilità «non si parla di flessibilità» di uscita dal lavoro «perchè avevamo paura di fare un pasticcio». Invece per il bonus bebè ci sono 600 milioni. In attesa del testo ufficiale continuano a circolare indiscrezioni. Nell’ultima versione della manovra il Governo avrebbe ridotto il numero di agenzie e corner di scommesse da 22 a 15mila rispondendo così alle polemiche degli ultimi giorni. L'assegnazione avverrebbe, come previsto, con una gara del ministero dell'Economia: se i rumors fossero confermati, l'offerta di gioco ai consumatori rimarrebbe sostanzialmente in linea con quella attuale, articolata su 14mila punti scommessa. Intanto la minoranza Pd affila le armi. Gli emendamenti sono pronti e sono circa una decina. Non è bastato il dietrofront di Renzi che ha escluso dall'abolizione di Imu-Tasi i castelli e le ville di lusso, la sinistra dem va avanti nella battaglia. «Una furbata, un modo per poter dire che non è stata tolta ai ricchi», il giudizio della minoranza che insiste per fissare una soglia di esenzione per la tassa sulla casa. Tuttavia, non sembra che il governo abbia intenzione di rivedere oltre la misura. Peraltro, la correzione su ville e castelli da parte di Renzi, non sarebbe un ripensamento dell'ultimora. Secondo il sito de L'Unità, la mossa sarebbe stata pianificata da tempo. Poi una volta ottenuto l’effetto è stato poi possibile entrare nei dettagli.

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