Politica

Mafia Capitale, si parte con Fiscon

Prima udienza a carico dell'ex amministratore delegato di Ama. Campidoglio parte civile, ma Marino non va in Aula

Parte la prima batteria di udienze su Mafia Capitale, in attesa del maxi processo che prenderà il via il prossimo 5 novembre nell’aula bunker di Rebibbia. Si inizia con il procedimento con rito abbreviato che vede imputato Giovanni Fiscon, ex direttore generale di Ama, accusato di corruzione nell’inchiesta "Mondo di mezzo". All’udienza, davanti al gup Anna Criscuolo, non ha partecipato Ignazio Marino, nonostante l'amministrazione si sia costituita parte civile. Il sindaco dimissionario non è tornato quindi a piazzale Clodio, dopo il colloquio avuto ieri con il pm Felici che indaga sulle sue spese di rappresentanza. Insieme a Fiscon verranno processati anche Emanuela Salvatori, ex responsabile comunale del coordinamento per i nomadi, Emilio Gammuto, collaboratore di Salvatore Buzzi, Raffaele Bracci e Fabio Gaudenzi, uomini vicini a Massimo Carminati. «Nell’Ama il fenomeno corruttivo ha raggiunto la massima espressione inquinando tutte le gare di appalto – scrivevano a gennaio i giudici del Tribunale del Riesame nelle motivazioni con avevano ribadito il carcere per Buzzi e disposto i domiciliari per l’ex direttore generale della municipalizzata dei rifiuti – Tra i due intercorrevano frenetici scambi di sms e gli incontri denotano l’esistenza di interrelazioni e contatti del tutto anomali nel corso di una procedura di aggiudicazione di un appalto». Il processo a carico di Daniele Ozzimo, invece, inzierà lunedì davanti al gup Alessandra Boffi. Insieme all’ex assessore capitolino alla Casa, saranno giudicati, sempre con rito abbreviato e con l’accusa di corruzione, anche Massimo Caprari, ex consigliere comunale di Centro Democratico, Gerardo e Tommaso Addeo, collaboratori di Luca Odevaine, e Paolo Solvi, collaboratore dell’ex presidente del X Municipio Andrea Tassone. Il Comune di Roma, la Regione Lazio e il Consorzio Calatino «Terra d’accoglienza» si sono costituiti parte civile nel procedimento. L’accusa nei confronti di Ozzimo è di aver operato all’interno del suo assessorato «per rinnovare i servizi per l’emergenza alloggiativa a favore di Eriches», in cambio di «di una costante erogazione di utilità a contenuto patrimoniale, comprendente l’assunzione di Tatiana Tomasetti, nonché, nel maggio 2013, l'erogazione di 20 mila euro, formalmente qualificati come contributo elettorale». A Caprari, invece, viene contestato dalla Procura di aver ricevuto in cambio «la promessa di una remunerazione costante, commisurata ai lavori di volta in volta assegnati alle imprese riconducibili a Buzzi, e l’assunzione di Enzo Artistico». Hanno chiesto di uscire definitivamente dal processo del 5 novembre prossimo a Mafia Capitale anche quattro ex dirigenti della cooperativa "La Cascina" imputati di corruzione. La richiesta di patteggiamento è stata presentata da Francesco Ferrara, Domenico Cammisa, Salvatore Menolascina e Carmelo Parabita, e sarà esaminata lunedì 26 ottobre dal giudice Boffi, che dovrà pronunciarsi sulla congruità della pena richiesta. In particolare Ferrara ha concordato con il pm 2 anni e 8 mesi, mentre gli altri hanno chiesto che la pena sia di 2 anni e 6 mesi. Al centro della vicenda l’accusa di corruzione nei confronti di Luca Odevaine, ex membro del tavolo di coordinamento nazionale sull’accoglienza per i richiedenti, al fine di ottenere l’appalto per la gestione del Cara di Mineo. I quattro imputati hanno messo a disposizione della Procura, che ha provveduto al sequestro, 400 mila euro, l'equivalente della corruzione loro attribuita.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.