In principio fu Antonio D'Alì, poi Nunzia De Girolamo. Sono stati loro, insieme a numerosi amministratori locali, i primi ad abbandonare Angelino Alfano. Il motivo? Il partito traformato in una "costola" del Pd o, meglio del renzismo. Ora un altro pezzo da 90 del Nuovo centrodestra punta i piedi e avverte il leader: o lascia l'esecutivo o sarà scissione. A sollevare la polemiche il coordinatore di Ncd, Gaetano Quagliariello che già stamattina, parlando nell'Aula di Palazzo Madama, aveva scritto la parola fine sull'esperienza di governo. "Voteremo a favore del ddl Boschi - aveva detto - perché onoriamo un impegno assunto a inizio legislatura quando di fronte a un Parlamento incapace di eleggere il Presidente della Repubblica ci impegnammo tutti. Però oggi si chiude una fase della nostra vita politica. Noi siamo andati avanti casamatta dopo casamatta, abbiamo difeso il cammino delle riforme nonostante i mutamenti e a costo di lacerazioni politiche ma il modo in cui questa riforma giunge al suo sostanziale traguardo, i pregi e i limiti del testo che ci accingiamo a licenziare, riflettono le evoluzioni e le torsioni di questa legislatura". Poche ore prima altri due esponenti centristi, Carlo Giovanardi e Eugenia Roccella, aveva avvisato Palazzo Chigi: "Da oggi in poi ci riteniamo liberi di non votare più la fiducia a questo esecutivo": Lo strappo Quagliariello ha inviato una lettera ad Alfano con la quale comunica le sue dimissioni da coordinatore nazionale di Ncd. Il ruolo, è il suo ragionamento, ha carattere fiduciario e in queste settimane è emerso un chiaro dissenso sulla linea politica. Sia sul tema delle riforme ma, soprattutto, sulla decisione del premier di incardinare il testo sulle unioni civili in Aula al Senato nonostante la contrariertà dei centristi. Per questo il senatore chiede al ministro dell'Interno di lasciare il governo per dedicarsi al partito. Se così non sarà è pronto a formare un proprio gruppo insieme ad altri 10 colleghi che sarebbero pronti a lasciare. La frattura potrebbe consumarsi dopo il via libera alla legge di stabilità. La replica Il ministro Alfano non sembra affatto preoccupato dello strappo di Quagliariello. Anzi. "Non ho forzato nessuno per entrare in Ncd, non trattengo con la forza nessuno - spiega in una conferenza stampa alla Camera -. Non trovo nessuna ragione al mondo per tornare indietro. Abbiamo fatto tutti una scelta, che è stata dolorosa, giusta e che si sta rivelando corretta. Per me è definitiva ma ciascuno è libero di fare quello che vuole e di tornare indietro. Siamo una forza di cambiamento, stiamo cambiando l'Italia. Siamo una forza autonoma e nessuno vuole andare con il Pd. Non siamo una forza di sinistra è evidente che ciascuno degli obiettivi che abbiamo centrato è una buona ragione per andare avanti". Immediato il commento del capogruppo di Forza Italia alla Camera, Renato Brunetta. Ogni tanto qualche barlume di luce tra gli amici di Ncd. Obiettivo è ricostruire Cdx, non fare il tappetino di Renzi. Bene @QuagliarielloG — Renato Brunetta (@renatobrunetta) 14 Ottobre 2015 La lettera Ecco il testo integrale della lettera inviata da Gaetano Quagliariello: "Caro Angelino, sono cosciente della natura fiduciaria del mio incarico di coordinatore nazionale. Ancorchè ratificato da un'assemblea nazionale, questo ruolo mi deriva da una tua designazione ed ha carattere prettamente esecutivo. Le differenze sul piano dell'analisi e della linea politica, a noi due note da tempo ma manifestatesi in questi giorni in forma pubblica per via di significative scadenze parlamentari, mi impediscono di continuare a ricoprire tale funzione. Non per questo mi esimerò dall'affrontare momenti di dibattito pubblico, interni ed esterni, che auspico possano risultare utili e determinare la possibilità di una sintesi che oggi, con franchezza, non scorgo. Mi sembra tuttavia giusto affrontare tali scadenze senza avvalermi di un ruolo che è venuto meno nei suoi presupposti. Spero che la mia decisione possa anche contribuire a dissipare pettegolezzi e retroscena di varia natura privi di qualsiasi fondamento. A tal proposito ti ribadisco quanto ti ho già più volte detto: io mi batto perchè si trovi il coraggio di costruire il futuro, figuriamoci se ho intenzione di tornare al passato. Sono certo che riusciremo a distinguere le nostre divergenze politiche da quel sentimento di stima e di amicizia che, per quel che mi riguarda, durante la nostra collaborazione si è rafforzato. Un abbraccio, Gaetano".
Ncd a pezzi. Quagliarello si dimette da coordinatore e avverte Alfano
Il senatore scrive una lettera al ministro dell'Interno: "Dimettiti dall'esecutivo o formerò un mio gruppo". La replica: "Non torno indietro e non andiamo col Pd"
