Politica

L’uscente Merola ha rotto con Sel e rischia il ballottaggio

Rotture interne potrebbero mettere in discussione la sua ricandidatura

Il colpo di scena sotto la Torre dell’Asinello è arrivato quattro giorni fa, quando l’attuale sindaco del Pd Virginio Merola - eletto al primo turno 5 anni fa con il 50,47% dei voti - ha cacciato dalla Giunta l’assessore alla Cultura Alberto Ronchi , vicino a Sel. A determinare la rottura il «caso Atlantide», il centro sociale per cui Merola aveva emesso un’ordinanza di sgombero e che Ronchi, invece, difendeva. Così la ricandidatura di Merola - che fino a una settimana fa era appoggiata da tutta la coalizione uscente - si è ritrovata scoperta a sinistra, con lo stesso Ronchi pronto a correre contro il sindaco alla guida di quell’universo che va da Sel a Possibile (la sigla di Civati) e che a Bologna vale percentuali a due cifre. L’esito più scontato di una simile frattura è che in un fortino tradizionale della sinistra il Pd andrebbe al ballottaggio, con tutti i rischi connessi. Sul fronte dell’opposizione, la situazione non è più chiara. Il centrodestra ha al momento due candidati, Galeazzo Bignami sostenuto da Forza Italia e Lucia Bergonzoni dalla Lega. Entrambi i partiti viaggiano su percentuali intorno al 12-14% e così, se non trovassero l’accordo su una candidatura unitaria, regalerebbero presumibilmente il ballottaggio al MoVimento 5 Stelle. Con Salvini che ha chiuso alle primarie - Bignami vanta un consenso importante sul territorio e sarebbe strafavorito - resta in campo la terza via: un candidato civico modello Brugnaro a Venezia che, peraltro, affascinerebbe i centristi che - vedi Casini - in Romagna sono molto più vicini al centrodestra che al Pd. Infine il M5S, che a Bologna è stimato intorno al 15% e che ha già ufficializzato la corsa di Massimo Bugani . Obiettivo strappare il ballottaggio contro il Pd. E ripetere il miracolo Parma.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.