Diego Rossi, l’imputato considerato uno dei fiancheggiatori di don Carmine, non avrebbe fatto parte dell’associazione mafiosa dei Fasciani. Così hanno deciso i giudici della corte d’Appello di Roma che hanno parzialmente modificato il giudizio di primo grado escludendo per l’imputato l’associazione al clan. «Siamo soddisfatti per avere dimostrato che Rossi non è un mafioso» dice l’avvocato Salvatore Sciullo. Rossi è stato poi prosciolto dall’accusa di minaccia aggravata nei confronti di Lilli Remo, mentre è stata confermata la condanna per il traffico internazionale di stupefacenti rimodulata a 6 anni di reclusione. Per il resto, regge anche il vaglio del secondo giudice, il giudizio sul resto degli imputati considerati come prestanome del clan egemone a Ostia. I giudici hanno poi confermato l’aggravante di avere favorito la cosca. La sentenza della corte d’appello su una parte degli uomini e delle donne dei Fasciani, arriva a distanza di 24 ore dalla condanna (in primo grado) per altri 12 fiancheggiatori del clan, che avrebbero contribuito al tentativo della famiglia di nascondere al fisco e agli inquirenti la reale proprietà di alcuni tra i più noti (e redditizi) esercizi commerciali sul mare della Capitale.
Clan Fasciani, le aggravanti restano
Diego Rossi, l’imputato considerato uno dei fiancheggiatori di don Carmine, non avrebbe fatto parte dell’associazione mafiosa dei Fasciani. Così hanno deciso i giudici della corte d’Appello di Roma...
