L’Italia farà partire domani il primo gruppo di immigrati che ha deciso di lasciare il nostro Paese per andare in Svezia. Lo ha annunciato ieri il ministro dell’interno Angelino Alfano durante il question time alla Camera rispondendo a un’interrogazione sulle iniziative, anche di carattere normativo, relative alla governance delle politiche migratorie, con particolare riguardo innanzi tutto al raccordo tra governo, regioni ed autonomie locali. «Abbiamo vinto una partita - ha spiegato – e venerdì mattina un aereo partirà alla volta della Svezia portando alcuni migranti che hanno scelto volontariamente quel Paese e che quel Paese ha deciso di accogliere». «Abbiamo dato la prova di aver infranto il muro di Dublino – ha aggiunto – abbiamo ottenuto in Europa quella equa distribuzione che ritenevamo necessaria e che l'Europa stentava a capire, e cioé che non tutti i profughi sarebbero arrivati attraverso Lampedusa». Oggi infatti, ha sottolineato Alfano, c’è anche la rotta balcanica e «ci sono volute tante vittime, anche negli ultimi tempi, come quel bimbo cadavere raccolto da un poliziotto turco per far aprire gli occhi a tutti». Eppure - ha aggiunto il titolare del Viminale - «in Europa ci sono partiti, e in Italia lo è la Lega, ancora contro la equa distribuzione. Noi abbiamo salvato vite umane, arrestato scafisti, sequestrato imbarcazioni. Ci sono voluti due anni, ora il sistema deve funzionare al meglio: arrivo dei migranti in Italia, scrematura tra irregolari e profughi. Questi vanno all'equa distribuzione, gli altri invece rimpatriati e quest'ultima sarà la nostra battaglia prossima». Ma di immigrati ieri hanno parlato intervenendo al parlamento europeo in sessione plenaria a Strasburgo anche la Cancelliera tedesca e il presidente francese. «Dobbiamo essere sinceri – ha commentato Angela Merkel – Il regolamento di Dublino, nella sua forma attuale, è obsoleto». «Abbiamo pensato che potesse funzionare – ha aggiunto – ma vediamo ora che non può affrontare le sfide che abbiamo di fronte», spiegando che va sostituito con un sistema «basato sulla solidarietà». Per Hollande, invece, l’Europa deve «rafforzare gli accordi di Schengen. Mettere la libertà di movimento in discussione e il ritorno delle frontiere interne sarebbe un tragico errore». Ma la linea di «apertura» di Angela Merkel rischia di provocare contraccolpi alla sua leadership in Germania. Le ultime stime hanno infatti portato da 800 mila a un milione e mezzo il numero di profughi attesi in Germania nel 2015, ossia entro poco meno di 3 mesi. Lo riferisce, nel numero oggi in edicola, il settimanale Bild, in un studio internazionale che è stato classificato come confidenziale. «La pressione migratoria aumenterà ulteriormente – si legge nel rapporto – Ci attendiamo ora tra i 7.000 e 10.000 ingressi illegali al giorno nell'ultimo trimestre del 2015. Ma questo alto numero di profughi rischia di diventare un carico insopportabile dai Laender e le singole città». A far temere lo tsunami di profughi anche la stessa struttura familiare mediorientale dei profughi: quanti otterranno asilo faranno di tutto per portare in Germania anche i parenti per cui, è stato calcolato, per ogni singolo profugo accolto oggi ne arriveranno da 4 ad 8, in una sorta di moltiplicatore dell'accoglienza a cui Berlino dovrà far fronte.
Via dall’Italia i primi immigrati che hanno scelto la Svezia
L'annuncio del ministro Alfano: "Abbiamo infranto il muro di Dublino"
