Politica

Adesso Ancitel preoccupa Fassino

A tre settimane dall’Assemblea generale di Torino al via il 28 ottobre, il presidente dell’Anci Fassino deve fare i conti con la grana Ancitel. La procedura di vendita dell’azienda che costituisce...

A tre settimane dall’Assemblea generale di Torino al via il 28 ottobre, il presidente dell’Anci Fassino deve fare i conti con la grana Ancitel. La procedura di vendita dell’azienda che costituisce «la rete dei Comuni italiani» è stata avviata in estate, con Data Management e Lutech che hanno manifestato l’intenzione di acquisire la società. Ma, al momento di formalizzare l’offerta, entrambi i sodalizi si sarebbero tirati indietro. Nodo del contendere è la garanzia sul fatturato che dovrebbe essere fornite da Anci. Ancitel incassa circa 8,5 milioni l’anno a fronte di 10 milioni di uscite. L’acquirente vorrebbe assicurazioni sulle entrate almeno fino al pareggio di bilancio. Ballano insomma 1,5 milioni di euro. Sinora però il segretario generale dell’Anci Veronica Nicotra, vicina Bianco, Delrio e Rughetti, non ha fornito certezze. Così nessun aquirente intede assumere impegni a garanzia dei livelli occupazionali. In Ancitel lavorano un centinaio di persone. Nonostante il lavoro di risanamento dell’amministratore delegato De Capitani, la situazione è in fase di stallo. Senza la formalizzazione di un’offerta, Ancitel rimarrebbe nell’orbita Anci. Ma la Nicotra è decisa ad andare fino in fondo e a vendere a qualsiasi costo. Con o senza garanzie sul personale. Ieri Fassino ha incontrato i sindacati, rilanciando le trattative garantendo i lavoratori con l’ipotesi di una società pubblico-privata. Il clima si rasserena, nonostante la Nicotra, schierata a difesa di Data Management, abbia abbandonato la riunione.

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