Politica

C’è un’indagine sulle spese di Marino

L’atto (dovuto) della procura dopo gli esposti di Fratelli d’Italia e M5S Al vaglio dei pm gli scontrini del sindaco: rischia l’accusa di peculato LEGGI ANCHE Roma è al top della classifica dei Comuni spendaccioni

La Procura di Roma ha aperto un’indagine sulle spese di rappresentanza e di missione del sindaco Ignazio Marino, nonché su quelle sostenute dal suo Gabinetto. Il fascicolo, affidato al sostituto procuratore Roberto Felici, al momento è senza indagati né ipotesi di reato. L’obiettivo degli inquirenti, però, è accertare se l’ipotesi del peculato, ventilata negli esposti dei consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle e del gruppo Fratelli d’Italia, sia fondata o meno. In questi giorni il pm acquisirà il plico contenente gli estratti conto della carta di credito data in dotazione al sindaco dall’amministrazione comunale e le dichiarazioni sottoscritte da Marino, sotto la sua responsabilità, come giustificazione dei pagamenti effettuati. Verranno esaminati uno a uno gli scontrini e le ricevute di ristoranti, alberghi, biglietti aerei e ferroviari, dell'acquisto di fiori, ombrelli, servizio limousine, noleggio sedie, tintoria e altro. Sarà passata sotto la lente investigativa della Procura la sfilza di determinazioni della Ragioneria generale del Campidoglio con cui sono state autorizzate «le regolarizzazioni dei pagamenti in conto sospesi» per le missioni in Italia e all’estero. Tutti documenti pubblicati sul sito del Comune venerdì scorso, dopo che Il Tempo li aveva già resi pubblici. Nell’esposto del gruppo Fratelli d’Italia si chiede di fare luce sul perché il massimale della carta utilizzata da Marino sia passato dai 10 mila euro mensili di luglio 2013 ai 50 mila euro di settembre 2013. «Dagli estratti conto forniti – si legge nella denucia di Fdi-An – emergerebbero anomalie sull’utilizzo arbitrario della carta di credito per pagare cene, alcune delle quali probabilmente non istituzionali e di rappresentanza come quella consumata il giorno di Santo Stefano». Il riferimento è al conto da 260 euro pagato il 26 dicembre 2013 al ristorante "Girarrosto Toscano", secondo quanto dichiatato dal primo cittadino «per illustrare alla stampa iniziative a carattere sociale per il periodo natalizio». I consiglieri di M5S, invece, evidenziano nel loro esposto i dubbi sulla regolarità delle spese «per il noleggio di auto presso noleggiatori di limousine», sottolineando che «alcune di queste spese sono state sostenute anche per soggetti terzi». In effetti balzano agli occhi le cene offerte a scienziati e medici, nonostante la Sanità non sia una materia di compentenza comunale, come quella da 1.270 euro pagata il 18 settembre 2014 da Marino a «chirurghi di fama internazionale presenti a Roma per essere accolti da Papa Francesco». Uno dei punti di partenza delle indagini potrebbe essere proprio la smentita dalla Comunità di Sant’Egidio: «Nessun responsabile del nostro movimento ha cenato con Marino a spese del Comune». Eppure tra gli scontrini di cui il sindaco ha chiesto il rimborso ce n’è uno da 150 euro rilasciato il 26 ottobre 2013 dal ristorante "Sapore di Mare", a pochi passi dal Pantheon e dalla sua abitazione privata. Una cena a base di spaghetti all’aragosta e carpaccio di pesce che Marino ha dichiarato «sotto la sua responsabilità» di avere «offerto per motivi istituzionali ad alcuni rappresentanti della Comunità di Sant'Egidio». «Sicuramente il sindaco si è sbagliato», fanno sapere dalla Comunità. Se così fosse, in realtà, sarebbe più di uno sbaglio, si tratterebbe di un falso. «Marino cominci a rintracciare giornalisti e mecenati, presenti come lui sostiene ai suoi banchetti, ma di cui ancora oggi non vi è nessuna traccia – dichiara Fabrizio Ghera, capogruppo di Fdi-An – perché nel caso non comparissero lo spettro di abuso d'ufficio e peculato farebbe tremare Palazzo Senatorio». Non è escluso, inoltre, che nei prossimi giorni arrivi un terzo esposto in Procura da parte del consigliere Alessandro Onorato, capogruppo della Lista Marchini, sulle spese per l'ultima missione del sindaco a New York e Filadelfia, costata ben 22 mila euro, nonostante Marino avesse assicurato che il vitto e l’alloggio per lui e per la sua addetta stampa fossero stati saldati dalla Temple University, di cui era ospite per un convegno.

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