Matteo Renzi diventa sempre più scontato nei suoi annunci fiscali. Dopo la tassa sulla casa, che sulla prima dovrebbe scomparire, e quelle sulla benzina bloccate con il trucco, ieri è intervenuto sul canone Rai. Per il quale è pronta un sostanzioso sconto, dai 113 euro ai 100 del prossimo anno, a patto che gli italiani accettino di pagarlo con la bolletta della luce. Un tris di promesse che, guarda casa, ricalca appieno il sondaggio della Doxa pubblicato un anno fa sulle imposte più odiate dagli italiani. CLASSIFICA Una rilevazione quella della Doxa dalla quale risultava che l’insofferenza massima di cittadini era per la tassazione sulla casa (56%); seguita da quella per le imposte sulla benzina (36%) e sul Canone Rai (35%). Al quarto posto le tasse sulle utenze (32%), poi i ticket sanità (25%), il bollo auto (21%), le tasse di successione (16%), le imposte di bolli (9%), quelle su passaporti e patenti e infine quella sulle transazioni finanziarie (6%) e su giochi, lotterie e tabacchi 4%. C’è da scommettere dunque che le prossime mosse di Renzi, per conquistare la fiducia in calo degli elettori nei suoi confronti, seguiranno la stessa graduatoria. LA RAI Fedele alla scaletta ieri il premier si è giocato la carta del canone Rai. Un balzello ormai incomprensibile nel panorama della comunicazione digitale che ha di fatto reso quasi obsoleta la comunicazione radiotelevisiva. Ma tant’è. Nonostante il progresso tecnologico, il balzello continua a sfidare anche la ratio della sua esistenza. Così ieri Renzi ha detto in un’intervista a in «Mezz’ora»: «In legge di stabilità riduciamo il canone e contemporaneamente diciamo che lo devono pagare tutti attraverso un meccanismo» che potrebbe essere quello del pagamento in bolletta. «Oggi costa 113 euro, il prossimo anno costerà 100 euro. Chi è onesto e paga, paga meno». Da notare che già lo scorso anno il governo aveva espresso lo stesso proposito. La misura poi fu accantonata perché il tempo a disposizione per la realizzazione pratica del sistema di conteggio nella bolletta elettrica era troppo poco. Anche i gestori interessati chiesero di avere più tempo per studiare le soluzioni. Ora il Governo ritorna alla carica proponendo uno sconto di oltre il 10% sull’odiata tassa. MATTEO COME SILVIO La riduzione della pressione fiscale è il punto nodale della prossima manovra. A sinistra non protesta più nessuno. Ma tutto quello che sta proponendo Renzi è la fotocopia di quanto Silvio Berlusconi ha chiesto per anni ricevendo solo lamentele. Tutto dimenticato. La nuova linea renziana punta ad aumentare il reddito disponibile per le famiglie con il taglio delle tasse sulla prima casa. Non solo. Prevista anche una riduzione dell'Ires che comincerà già il prossimo anno «per tutti». Si ragiona anche sulla possibile proroga degli sgravi per le assunzioni a tempo indeterminato, che andranno comunque «ridotti», ha precisato Renzi, perché «funzionano solo se sono una tantum, sennò diventano una sorta di metadone». Per reperire i fondi per le coperture non ci sarà però un anticipo della digital tax al 2016 ma la «voluntary disclosure» che già ha portato nelle casse dello Stato un miliardo e mezzo e che può arrivare il prossimo anno, nelle previsioni del premier fino a 5 miliardi. Quanto ai tagli si procederà con il taglio «di 1000 poltrone» che dovrebbe arrivare con il testo unico sulle partecipate locali che sarà collegato alla legge di Stabilità.
Renzi taglia tutto. Anche il canone Rai
Dopo la Tasi il premier "attacca" l’altra tassa più odiata dagli italiani Sconto di 13 euro. Per combattere l’evasione si paga nella bolletta elettrica
