Politica

Senato-operetta tra insulti e gestacci

Il verdiniano Barani accusato di mimare un rapporto orale. Lui nega LEGGI ANCHE Democrazia all'ultima spiaggia

Accuse incrociate, scuse richieste e non fatte, polemiche e gesti osceni: il Senato, incartato nell’ingrato compito di auto-riformarsi, ormai sembra uno spettacolo di varietà. E nemmeno dei migliori. Ieri, durante le dichiarazioni di voto sugli emendamenti è accaduto qualcosa, non si capisce bene cosa, e sono cominciate a volare parole grosse. Era in corso la votazione sugli emendamenti alla legge di riforma del Senato stesso, quando, a un certo punto, la discussione è degenerata. Si sente distintamente la senatrice 5 Stelle Paola Taverna protestare: «Barani ha fatto un gesto volgare contro le donne. Porco maiale». E l’appellativo si è udito molto bene. C’è smarrimento, non tutti riescono a capire cosa è accaduto. L’accusato, il verdinianissimo Lucio Barani, capogruppo Ala, ribatte: «Sulla mia onorabilità io non ho fatto nessun gesto, ho dato la parola al senatore Falanga. Se loro interpretano il gesto in maniera maliziosa....». La «prova tv», al momento non c’è. Ma l’accusa dei testimoni oculari, o presunti tali, parla chiaro: il senatore Barani avrebbe mimato un rapporto orale in direzione di un’altra grillina, Barbara Lezzi. Ma lui nega: «Sono veramente dispiaciuto di ciò che sta accadendo nell’Aula del Senato - affermerà poi Barani - in ragione di un equivoco ingenerato da alcuni miei gesti istintivi. Con la mano rivolta verso il mio stesso volto invitavo quanti impedivano l’intervento del senatore Falanga ad ingoiare i fascicoli che tanto veementemente stavano sventolando». E ancora: «Ho poi gesticolato al senatore Consiglio - ha proseguito il parlamentare - che imprecava contro di me, di venirlo a fare presso il mio scranno. Il tutto senza mai proferire parola e tanto meno volgarità nei confronti delle colleghe senatrici che ho sempre rispettato». Insomma il craxiano, nostalgico socialista Barani (sfoggia sempre un garofano rosso), il gesto di infilarsi qualcosa in bocca l’ha fatto, per sua stessa ammissione, tocca ora capire come e perché. Le giustificazioni, comunque, fanno infuriare ancora di più la Lezzi e tutta la compagine grillina. Ma non solo. In Aula la Lezzi interviene con notevole energia: «Presidente - afferma - il gesto volgare e scurrile l’ho ricevuto io e sono io che decido se accettare le scuse dal senatore Barani. Ha detto che noi abbiamo male interpretato e quando chiederà scusa chiuderemo l’incidente. Il senatore Barani - ha proseguito - ha fatto un gesto eloquente contro una donna. Vogliamo i video». Insomma ora in Senato si va a caccia della prova tv. Paolo Romani, che poco ama i transfughi del suo partito, invita Barani «da uomo a uomo ad abbandonare l’aula». Il presidente Grasso, evidentemente spiazzato da una polemica che di politico ha ben poco, ha convocato l’ufficio di presidenza per lunedì alle 13. «Qui - spiega - saranno prese le decisioni sotto il profilo disciplinare». Cinzia Bonfrisco, presidente dei Conservatori e riformisti si è unita al coro contro il verdiniano: «Via il garofano dalla giacca, che offende tutti i socialisti morti per la libertà del Paese: togliti quel garofano, pagliaccio!», ha strillato. Di pessimo umore era anche la madre della legge della quale si discuteva quando è scoppiato il caso. Ai senatori che sono andati a parlarle il ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi, è apparsa furente. Nessuna scusante per Barani. «Inqualificabile, non si possono consentire stupidate del genere. Tanto più qua», ha risposto il ministro a chi tentava di giustificare il comportamento del parlamentare di Ala.

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