Politica

Salvini: "Partito unico? Deciderà il congresso"

Il segretario frena sulla lista con Forza Italia. E avverte il Cavaliere: "Non sarà lui il mio candidato premier"

Il giorno dopo le polemiche sul grande «no» al visto per il viaggio-missione in Nigeria e il retroscena-shock sulla nascita del «partito unico» della Lega (con la fusione di Noi con Salvini), il segretario del Carroccio tira dritto e annuncia le prossime tappe. La leadership del centrodestra? «Verrà da sé. Verrà dalle piazze e dagli italiani - ha spiegato alla Camera - Chi guiderà la coalizione lo decideranno gli italiani, non sarà un esperimento a tavolino. Io sono favorevole a interpellare i cittadini». Messaggio di concordia con le parole lanciate da Atreju da Giorgia Meloni e di sfida invece a Silvio Berlusconi. Proprio al Cavaliere il leader del Carroccio ha dedicato uno dei passaggi più duri: «Non lo appoggerei come candidato premier. Guardo avanti e penso alle primarie». Che i rapporti tra i due si siano raffreddati lo si capisce quando Salvini ha spiegato che «non c’è ancora in agenda un incontro con Berlusconi» e che l’ipotesi della nuova Lega esclude l’eventualità di «partiti unici» con Forza Italia. «Entro il 31 dicembre la Lega celebrerà tutti i suoi congressi nazionali e regionali - ha chiarito - e quindi tra gennaio e febbraio ci sarà un congresso federale. Quella sarà la sede in cui la Lega deciderà eventualmente se fare dei passi in avanti o no». Non poteva mancare, poi, la stoccata quotidiana ad Angelino Alfano: «Chi sta governando con Renzi non è immaginabile come alleato della Lega in nessuna parte. Poi Ncd, stando ai sondaggi, ha la stessa rappresentatività di Scelta civica, quindi stiamo parlando di una categoria dello spirito». Polemiche anche su uno dei temi, quello della cittadinanza ai nuovi italiani, che governo e maggioranza intendono rilanciare: «Sullo ius soli la Lega Nord farà tutta l’opposizione possibile. La cittadinanza e il diritto di voto agli stranieri non si regalano per recuperare qualche voto in più». Da Salvini è arrivata la controproposta: «Se bisogna estendere il diritto di voto noi preferiamo concederlo ai sedicenni e ai diciassettenni italiani per coinvolgerli nella costruzione del loro Paese». Anche sui «conti» la Lega ha annunciato battaglia. Lo farà con una «contro legge di Stabilità»: «Una vera manovra per arginare le bufale del testo che sarà varato dal governo e che impedirà al Paese di crescere. Coinvolgeremo anche i sindacati, le associazioni di categoria, tutta l’Italia che produce da Nord a Sud, e chiederemo a loro quali sono le priorità per far ripartire l’economia e il lavoro».

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.