«Prima del centrodestrodestra va ricostruita la destra», perché «la destra è viva, le idee di destra sono vive» e «nulla è perduto». Giorgia Meloni dice di aver dormito male e quando dorme pale dà il meglio di sé. Copyright di Paolo Del Debbio che intervista la leader di Fratelli d’Italia nella giornata conclusiva di Atreju 2015. E, in effetti, la Meloni sembra essere più in forma che mai, leader politicamente matura pronta a guidare un popolo cui dare una patria culturale prima che politica. Lei c’è, è in campo e mette a disposizione il proprio partito. Niente polemiche sul patrimonio della Fondazione An, niente rifondazione della Fiamma né nuovi contenitori. Un partito c’è, è Fratelli d’Italia e la Meloni lo mette a disposizione di tutti. «Abbiamo dato cittadinanza a questo mondo ma si può fare di più», spiega annunciando un congresso straordinario di FdI per «per mettere tutti insieme». «C’è chi sinora è stato alla finestra guardando cosa facevamo - rimprovera Giorgia - Sta a noi attrarre tutti e portare tutti a casa, poi però basta alibi: per vincere servono eserciti. C’è bisogno di tutti, è un dovere dare una mano e un diritto trovare una casa accogliente. Guardiano avanti e non a vent’anni fa». Sulla ricostruzione del centrodestra, la leader FdI chiede metodo e chiarezza: «Tra la LePen e il Ppe chi ha ragione? Tra chi vuole usare le ruspe e chi ha abolito il reato di immigrazione clandestina chi ha ragione?». E sul metodo è chiara: «Noi seconde file? Silvio, ho rispetto per il tuo specchio, ma misuriamoci con la gente e non ad Arcore o nelle segreterie di partito. Dobbiamo avere l’umiltà di far scegliere ai cittadini la proposta migliore per mandare a casa un governo di servi. Il portabandiea viene dopo: il ticket naturale è formati tra i primi due classificati alle primarie, che servono per costruire non per distruggere. Io voglio vincere, non far crescere FdI a scapito del resto. Non voglio tenermi Renzi». Di qui la proposta: «Ripartiamo dalle idee e dalla base. Il 2 dicembre di dieci anni fa portando milioni di persone in piazza San Giovanni abbiamo mandato a casa Prodi. Quest’anno torniamo in piazza per mandare a casa Renzi. È la proposta che faccio a Berlusconi e a Salvini, al quale annuncio che aderiremo alla sua mobilitazione di novembre. Basta con un centrodestra fatto sui giornali. Io voglio vincere: chi ci dà una mano?». Nel frattempo la Meloni incassa l’endorsement di Salvini e di Toti, che la lanciano come prossimo sindaco di Roma. Lei ci scherza: «Me state a mette in mezzo. Certo Marino è un sindaco di qualche cittadina in America e ogni tanto viene in vacanza a Roma...». Quanto Renzi, la Meloni è netta: «Mi fa schifo chi sfrutta la foto di un bimbo siriano morto per avere due applausi dal suo partito. Perché non fa vedere le immagini delle cristiane violentate in Iraq? Al governo non interessano i cittadini e i poveri, perché non è stato messo lì da loro ma dalle lobby internazinali e fa i loro interessi. Renzi non risponde al popolo perché non è stato scelto dal popolo, non si occupa dei poveri italiani ma dei poveri stranieri. Noi stiamo con i piccoli, la sinistra difende le oligarchie, il potere dei pochi contro i diritti di molti. Se Renzi è la sinistra io sono Mao». E sull’immigrazione: «Dobbiamo aiutare i governi legittimi a combattere l’Isis. Sì ai profughi, no ai clandestini. La solidarietà non può insegnarla chi ha fatto arricchire le coop. Io non aderisco a questa umanità un tanto al chilo. Se sei umano combatti l’Isis non ti giri dall’altra parte». Infine la difesa della famiglia: «Quella naturale è l’unica che esiste, sopravvive alle nazioni ed è il nucleo fondante della scietà. Non facciamo più figli, così l’Italia tra trent’anni sarà morta. E il governo agevola le interruzioni di gravidanza e vede gli immigrati come mezzo di incremento demografico. Io voglio che i figli li facciano gli italiani. E su unioni civili e teoria gender dico: i bambini hanno diritto a padre e madre e di non nascere da pratiche incivili come l’utero in affitto. Agli asili insegnano ai bambini che il sesso biologico non esiste. Questa è la modernità? Fiera di essere antica!!! L’Unar mi censura e le lobby gay applaudono: loro possono avere diritti e io non posso dire quello che penso?».
"In piazza con Salvini e il Cav"
Svolta di Giorgia Meloni: apro Fratelli d’Italia a tutti, ma basta alibi Il 2 dicembre manifestazione unitaria per rilanciare la coalizione
