Volkswagen prova ad arginare lo scandalo con Matthias Mueller. Come da anticipazioni il nuovo ad della casa automobilistica è il numero uno della Porsche, colui che in cinque anni ha trasformato il marchio di auto sportive di lusso in uno dei brand di maggior profitto del gruppo Volkswagen. Ora, al 62enne manager spetta una sfida ancora più grande, quella di risollevare l'immagine della casa di Warburg travolta dallo scandalo dei test sulle emissioni, ingannati attraverso un sofisticatissimo software inserito nelle centraline di alcuni dei motori diesel. E non solo, perché sarà lui a dover spiegare al mondo intero chi è stato a pianificare la truffa, quanti saranno i posti di lavoro a rischio e quanto costerà lo scandalo alla casa automobilista. «Non lascerò nulla di intentato e agirò con la massima trasparenza, così come trarrò le giuste conclusioni dalla situazione attuale» ha detto sottolineando che «saranno rafforzati i controlli interni». Poi ha confermato che la strategia industriale non subirà una battuta d’arresto. «Sotto la mia guida, la Volkswagen farà tutto il possibile per sviluppare e attuare gli standard di conformità e di governance più rigorosi nel nostro settore e da questa crisi usciremo più forti di prima». Il presidente Huber che ha parlato di «scandalo morale e politico» ha fatto sapere che il consiglio di supervisione «ha proposto di sospendere diversi addetti, in attesa che la vicenda sia chiarita». Secondo il consiglio, lo scandalo sulle emissioni sarebbe stato causato da un «piccolo gruppo di persone». Il 9 novembre si terrà a Berlino un'assemblea generale straordinaria per approvare il piano di ristrutturazione. Non è stato ancora reso pubblico invece, l'elenco di modelli manomessi: al momento si sa solo che sono quelli con motore diesel EA 189, che viene montato ad esempio da Golf, Jetta, Passat e Maggiolone e Audi A3. Il ministro dei Trasporti tedesco, Alexander Dobrint aveva rivelato di essere «stato informato che anche in Europa i veicoli con motori diesel 1.6 e 2.0 sono stati manipolati». Insomma è probabile che nel Vecchio continente ci sia in circolazione un buon numero di auto che inquina più di quanto dichiara: solo in Germania sono 2,8 milioni i veicoli coinvolti nello scandalo e fra questi vi sarebbero anche vetture di cilindrata 1.2, nonché alcuni furgoni. Intanto la Svizzera ha bloccato temporaneamente le vendite delle nuove auto diesel della casa di Warburg. Si tratta di circa 180 mila veicoli Volkswagen, Audi, Skoda e Seat, costruite dal 2009 al 2014. L’arrivo del nuovo amministratore delegato non è riuscito a mettere un paracadute al titolo Volkswagen che ha avuto un altro tonfo lasciando sul terreno il 4,32% a 107,30 euro. Il dieselgate sta mettendo a serio rischio il valore del brand Volkswagen che si è già ridotto di diversi miliardi. «All'inizio di quest'anno abbiamo valutato il marchio 31 miliardi di dollari, in crescita rispetto ai 27 miliardi del 2014, ma adesso ci aspettiamo una riduzione di questo asset di circa 10 miliardi», sottolinea David Haigh, ceo di Brand Finance. La stima che ne deriva non è di poco conto: a Wolfsburg, per tornare ai livelli pre-scandalo, occorreranno tra e i cinque e i dieci anni. Inoltre il costo dei richiami e delle multe potrebbe essere molto più significativo di quello stimato. A questo si aggiunge il danno di immagine che nei fatti non è calcolabile per un marchio che si identificava con «Das auto» e che ora rischia, con un gioco di parole, di passare allo storia - sottolinea Brand Finance - come «Crass auto». Le ripercussioni potrebbero farsi sentire anche su altri settori. Per il governatore della Bundesbank, Jens Weidmann, questo scandalo «ha compromesso il Made in Germany ed è quindi importante che si chiarisca in fretta la dimensione della manipolazione». Si sarebbero allontanate le nubi di uno scandalo anche per la Bmw. La rivista AutoBild che aveva scritto del rischio di infrazioni per il marchio ieri ha fatto marcia indietro precisando che «non ci sono prove di una manipolazione sui dati delle emissioni da parte della casa costruttrice». Il gruppo Daimler dal canto suo è tornato a «smentire categoricamente qualsiasi accusa di manipolazione».
Volkswagen, Mueller alla guida La Svizzera blocca le vendite
Arriva il nuovo Ad. In Germania 2,8 milioni di auto truccate Tra queste ci sarebbero anche piccole cilindrate e furgoni
