Lo hanno dato per finito centinaia di volte. Più che mai ora che in tanti lasciano Forza Italia per approdare nelle acque più sicure del renzismo. Ma Silvio Berlusconi, nonostante il rincorrersi di nomi di possibili successori (dal ticket Meloni-Salvini, al solo Salvini fino a Luca Zaia) non ha alcuna intenzione di togliere il disturbo. Anzi, si presenta davanti alla platea di Atreju e esordisce: "Evviva, deo gratias. I mestieranti della politica finalmente sono scesi da Forza Italia". Difficile non pensare che molti di quei "mestieranti", a cominciare da Denis Verdini, sono stati negli anni i suoi più fidati collaboratori. Uomini chiave nell'organizzazione di Forza Italia. Ma il Cavaliere non li rimpiange. O meglio, più semplicemente, non può permettersi di mostrare rimpianti. Anzi, per essere chiaro anche nei confronti di chi spera di sfilargli la poltrona, rilancia: "Un leader forte per il centrodestra? Qualche volta guardandomi allo specchio...Le primarie sono uno strumento accoglibile, plausibile se non c'è un leader carismatico e se ci sono solo seconde file. Se c'è un leader chiaro e accettato da tutti le primarie non servono perché i leader prima o poi vengono fuori, come è accaduto con Renzi". E ancora: "Io non mi tiro indietro per senso di responsabilità verso il mio Paese e i miei concittadini, quando mi sarà restituito lo splendore dell'innocenza dalla Corte dei diritti dell'Uomo di Strasburgo. Aspetto l'assoluzione e riderò beato. Vedrete cosa succederà quando sarà cancellata quella sentenza impossibile". Matteo Salvini, ma anche la padrona di casa Giorgia Meloni, sono avvisati. Anche se Berlusconi concede comunque al leader del Carroccio l'onore delle armi: "Chapeau per il modo con cui sa parlare alla pancia della gente. È molto utile avere nel centrodestra un Salvini". Certo, aggiunge, "non sono d'accordo sulle soluzioni che propone per risolvere il problema degli accampamenti dei nomadi. Lui pensa di risolvere il problema con le ruspe, ma non è così facile". Il resto dell'intervento serva a smontare le promesse del premier Matteo Renzi che, assicura, non "proporrà l'abolizione della tassa sulla casa, perché essendo a capo di un partito di sinistra un partito di sinistra non può proporla". Certo, lo facesse, Forza Italia non avrà problemi a votare la proposta. Così come non avrebbe problema a sostenere anche le altre riforme del governo. Peccato che, sottolinea, "la riforma delle intercettazioni approvata dalla Camera è un pasticcio assoluto", mentre "le riforme in discussione sono un pasticcio potenzialmente molto pericoloso".
Berlusconi non molla e saluta i fuoriusciti da Forza Italia: "Mestieranti della politica"
L'ex premier ospite di Giorgia Meloni ad Atreju 2015: "La primarie? Solo se non c'è un leader carismatico riconosciuto da tutti"
