«Ieri mi ha chiamato un cliente per disdire una vendita di un’Audi A3: mi ha detto che preferisce perdere l’acconto piuttosto che rischiare che il modello poi si svaluti. L’ho trovato prematuro, gli ho consigliato di attendere qualche settimana, perché la macchina è in ordinazione. Non mi aspettavo reazioni così repentine, ma la sovraesposizione mediatica del caso Volkswagen ci sta sfuggendo di mano, ogni giorno è una scoperta. In molti fanno domande, vogliono capire i rischi, chiedono a noi come andrà a finire». A parlare è Simone Durantini, amministratore di Gaia Auto Italia, da anni concessionario luxury della Capitale. L’azienda lavora sull’importazione di diversi brand di fama internazionale fra cui Volkswagen. Tra i modelli tedeschi, le Audi A3 (che montano un motore 2000 turbo diesel, ndr) sono le più gettonate. Signor Durantini, la vostra è, soprattutto, una clientela di peso. Le notizie sullo scandalo Volkswagen la preoccupano? «Certo. La preoccupazione è verso i desideri dei clienti e, da alcuni giorni, anche per il crollo dei prezzi. E’ vero che la gente guarda spesso ad altro rispetto a ciò che non avviene direttamente a casa nostra, ma uno scandalo è tale, e le paure ci sono. Lavoriamo con una clientela di lusso; il problema sta in special modo sui piccoli: se prima del caso Volkswagen avevamo 40 richieste al giorno e 2 le chiudevamo, ora ne abbiamo 4 e cerchiamo di chiuderne pari numero, ma ci vuole il doppio dell’impegno». Che idea si è fatto da esperto del settore? «Penso che, alla fine, sia tutto un discorso azionario sul valore del brand. Su questa storia in cui sono chiamate in causa le emissioni ritengo assurdo, ad esempio, che lo stesso motore vada bene per un’Audi 6 e non per una A3 in termini di consumi, perché l’inquinamento rimane lo stesso. Parliamo del primo marchio al mondo per livello di vendite. La soluzione a un problema, quando c’è, si trova. Inoltre, c’è la questione della diversità delle norme tra Europa e Usa che finisce per creare dislivelli ambientali. Da noi c’è l’euro 6. Però l’aziendale (l’usato di seconda mano, ndr), che costa meno rispetto al nuovo e con cui lavoriamo tanto, è indietro di un anno, euro 5». Su quali veicoli del marchio Volkswagen in Italia si sta verificando? «Abbiamo un rapporto privilegiato con i canali tedeschi perché periodicamente abbiamo scelto di affidarci a dei broker che fanno ricerche selezionate per conto dei nostri clienti. Da noi si vende quello che offre il mercato, che coincide con quello che i tedeschi devono smaltire. Se continuano queste notizie i problemi, in relazione alle nostre maggiori richieste, li abbiamo dappertutto». Le maggiori richieste che avete sono di auto tedesche? «Quando arriva uno stock ci si orienta rispetto al prezzo. Su più di 2000 veicoli venduti, il 70% sono Audi e Volkswagen». Il Ministro dell’Ambiente Galletti ha parlato dell’ipotesi stop alle vendite. «Un modo, credo, per favorire altri marchi. Oggi sulla grande cilindrata la gente è spaventata per via dei controlli fiscali stringenti fino all’osso. E poi se si prosegue sulla strada delle verifiche all’acqua di rose da altre parti scoppierà presto uno scandalo anche da noi».
«C’è chi disdice l’acquisto per paura che il modello si svaluti»
Durantini (Gaia Auto Italia): prima 40 richieste al giorno ora solo 4. Il 70% del venduto è delle tedesche di fascia alta
