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Politica

«Le minacce non servono, la Fondazione non è di Matteoli»

Michele De Feudis I «quarantenni» non ci stanno e vogliono proseguire sulla strada della rifondazione di An senza «fantasmi» di denunce in Procura. Dopo la presa di posizione dei forzisti Maurizio...

Dopo la presa di posizione dei forzisti Maurizio Gasparri, Altero Matteoli e Marco Martinelli, che hanno preannunciato di aver rilevato profili di illegittimità nel percorso che porterebbe ad un impegno attivo in politica della Fondazione An, si registra una doppia presa di posizione, dei vertici di via della Scrofa (area ex destra sociale) e dei promotori della mozione che vorrebbe riaccendere la Fiamma nell’assemblea degli iscritti al sodalizio culturale, il 3 e 4 ottobre prossimo. Intervenendo nella veste di vicepresidente della Fondazione An, l’ex deputato alemanniano Francesco Biava ha stigmatizzato l’intervento di Gasparri e Matteoli come «una presa di posizione pregiudiziale e infondata». E ha ricordato che «il Cda della Fondazione aveva deciso all'unanimità anche con i voti di Gasparri, Martinelli e Matteoli, di chiedere un parere sulla possibilità di un impegno politico della Fondazione a due illustri giuristi come Antonino Cataudella e Giovanni Doria». E proprio la relazione dei due accademici ha aperto la strada al progetto di creare una nuova associazione per accompagnare l’itinerario di rifondazione della destra in un unico soggetto politico. Poi c’è il tasto dolente delle risorse della Fondazione alla nuova associazione nascente. Secondo Biava il finanziamento è «possibile nella fase di startup dell’Associazione». E a «Il Tempo» ha puntualizzato che «l’obiettivo è fare una nuova Fiuggi per riunire le nostre famiglie politiche, non certo il finanziamento delle campagne elettorali». «L'aprioristica minaccia di ricorrere in Procura appare - ha concluso Biava - come un atto intimidatorio che colpisce inutilmente l'immagine della Fondazione. Ogni decisione deve essere presa dagli iscritti senza sottostare a nessuna forma di minaccia e condizionamento». Sono insorti anche i «quarantenni» consiglieri regionali Fabrizio Orsomarso e Alessandro Urzì, definendo «critiche pretestuose» le obiezioni di Gasparri, Martinelli e Matteoli. La Fondazione An ha 788 iscritti. L’area che fa riferimento a Gianni Alemanno e Roberto Menia, riunita nella mozione dei quarantenni, secondo alcune indiscrezioni dei promotori, conterebbe già trecento adesioni. Oltre agli iscritti vicini a Gasparri e Matteoli, ci sono anche i meloniani e gli ex tatarelliani sodali di Ignazio La Russa. La geografia interna, in movimento come tradizione dei congressi missini, sarà cristallizzata solo dal voto finale dell’assemblea di ottobre.

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