Preoccupato per la vera e propria «emorragia» nel suo partito Silvio Berlusconi ha annullato la riunione con i senatori, in agenda oggi alle 15, e si tiene ben lontano dalle beghe romane, preferendo disertare la Capitale e restarsene ad Arcore (viene dato in forse anche il suo intervento di sabato pomeriggio alla festa di Atreju). Per la verità, viene spiegato da fonti azzurre, il Cavaliere avrebbe sin dall'inizio preferito non incontrare i senatori azzurri, ma poi i vertici del gruppo e alcuni big del partito lo avevano convinto della necessità di serrare le file e indicare una linea chiara sulle riforme, anche alla luce dell'accordo raggiunto all'interno del Pd. Una intesa che, almeno sulla carta, dà ossigeno ai forzisti, perché blinda le riforme e la legislatura – il timore era di una fine anticipata con un ritorno alle urne – e allo stesso tempo neutralizza l'azione di Verdini al Senato, rendendo i numeri dei suoi senatori non decisivi per l'ok finale. Il timore del Cavaliere è che la riunione si potesse trasformare in uno «sfogatoio» o in una resa dei conti tra diverse correnti.
Il retroscena
Il Cavaliere annulla la riunione di oggi con i senatori