Chi non ricorda il celebre spot della Sip (poi Telecom) con Massimo Lopez davanti al plotone di esecuzione, quello de «Una telefonata allunga la vita...»? Se non la allunga, di certo una particolare telefonata da qualche tempo a questa parte «aiuta» la vita di un partito in particolare. Lo pensano i vertici di Forza Italia che - dalle kermesse annuali sparse per il tutto il territorio - aspettano con ansia la visita telefonica di Silvio Berlusconi come momento clou per la visibilità degli eventi e oggi anche come appiglio a cui aggrapparsi, in un momento in cui il centrodestra non ha ancora trovato stabilità e centralità e Forza Italia stessa non sembra essere tra le urgenze del Cavaliere. Adesso, però, anche la telefonata tanto attesa sembra non bastare più. A sostenerlo è Mariastella Gelmini, deputata di FI e coordinatrice della Lombardia, che ha presentato il programma di #ForzaFuturo 2015 #Restart invocando a gran voce la presenza, e non solo la voce, del leader. «La scuola di formazione - ha spiegato - è dedicata ai giovani che hanno una passione civile e politica a cui daremo un approfondimento che si inserisce in un percorso nel quale Forza Italia guarda al proprio interno, alla crisi di consenso, non cede al pessimismo ma si rimbocca le maniche, combattendo quel pregiudizio che molte volte ci siamo sentiti ripetere, ovvero che Forza Italia è un partito di plastica». Per dimostrare il contrario questo fine settimana allora, a Calvagese della Riviera, sono previsti tre giorni di dibattiti, incontri, spettacoli e tavole rotonde assieme ai giovani di Forza Italia: obiettivo è lanciare le risorse maturate all'interno del partito anche rispetto alla fascinazione di Altra Italia, il laboratorio con cui il Cavaliere intenderebbe rinnovare il centrodestra a suon di innesti della società civile. Importante poi, dal punto di vista politico, il forum previsto per sabato, «Il centrodestra che vince», con l'incontro tra i governatori del cosiddetto asse del Nord - Giovanni Toti, Roberto Maroni e Luca Zaia - che rappresenta il modello di centrodestra compatto (dove le primarie non sono servite) a cui guardano gli azzurri per vincere tra qualche mese a Milano, Torino ma anche a Napoli. Come dicevamo all'inizio, il momento principale sarà domenica, quando toccherà a Silvio Berlusconi chiudere la manifestazione. Come? «Non serve una telefonata - ha rilanciato l'ex ministro dell'Istruzione - lo vogliamo in carne e ossa. Penso sia fondamentale la sua presenza, la sua capacità di motivare e rilanciare il centrodestra». La richiesta della Gelmini è esplicita e si innesta in un siparietto «dialettico» avvenuto proprio in conferenza stampa, laddove allo sfogo del senatore Francesco Giro che, chiamando in causa la legge «ingiusta» Severino, ha lamentato come «è inutile girarci attorno, in Forza Italia c'è un problema di leadership», ha risposto Renato Brunetta: «La leadership ce l'abbiamo, c'è ed è abbondante. Solo che non è eleggibile. Al più presto il vulnus sarà sanato». Un ostacolo potrebbe frapporsi, però, tra i giovani azzurri e il Cavaliere. Proprio il giorno prima è in programma la rentrée del leader di Forza Italia ad Atreju, la festa di Fratelli d'Italia: qui Berlusconi è atteso da una lunga intervista con Nicola Porro sul tema del «luogo politico» su cui riproporre un centrodestra «forte e autorevole». Accettare l'invito di presentarsi in due appuntamenti in due giorni tra Roma e Brescia rappresenta, insomma, una vera scommessa date le consuetudini del Cavaliere. Chi dovrà (forse) accontentarsi di una telefonata?
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