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Politica

Scabbia a Tor Sapienza tra i profughi "okkupanti"

Dopo l’allarme dei residenti arriva la conferma della Asl Torna il pericolo di rivolte nella periferia Est della Capitale

A due chilometri esatti dal centro di prima accoglienza di viale Giorgio Morandi "convivono" tre campi nomadi e un palazzo okkupato da cittadini africani tra degrado, immondizia, roghi e scabbia. Scabbia, sì, inizialmente segnalata come «sospetto» dai residenti preoccupati e confermata a sorpresa dal Comune di Roma e dalla Asl Roma B responsabile dei controlli sul posto e della profilassi effettuata sugli stranieri infetti. Siamo nella periferia est della Capitale, precisamente a Tor Sapienza, dove la realtà dell’immigrazione è stata presentata ai residenti con la delicatezza di un pugno nello stomaco in piena digestione. Quando gli scontri di viale Morandi passarono alle cronache come una guerriglia urbana di matrice razzista, nel palazzo al civico 391 di via Collatina già viveva da quasi due lustri un "distaccamento" del Corno d’Africa. «Persone per bene con le quali non abbiamo mai avuto problemi - precisa Giuseppe Giorgioli, del locale Comitato di Quartiere - che però abitano in numero sempre maggiore, e abusivamente, il palazzo una volta appartenuto a un ente di previdenza sociale. A fine aprile scorso abbiamo segnalato al Comune di Roma e alla Asl competente l’arrivo di nuovi ospiti e presunti casi di scabbia. La palazzina si trova proprio di fronte a un centro commerciale e vicino a due industrie alimentari in piena attività. Abbiamo chiesto un censimento degli occupanti, la verifica di eventuali patologie sanitarie e lo sgombero dell’ultimo nato campo rom. Cinque mesi dopo, poche settimane fa, la sorprendente risposta del Campidoglio e la conferma dei nostri timori». L’immobile, come ha tenuto a precisare il segretario generale del Comune di Roma, non è di proprietà dell’amministrazione né nella sua disponibilità. «Non viene pertanto utilizzato come centro di accoglienza né per l’erogazione di altri servizi istituzionali. L’edificio - si legge nella lettera inviata dal Campidoglio - risulterebbe di proprietà di una società privata e occupato abusivamente da dieci anni da 400 stranieri provenienti dal Corno d’Africa che hanno avuto, in larga parte, il riconoscimento dello status di rifugiato politico. Secondo la relazione presentata dalla Asl Roma B - prosegue la nota del Comune - lo stabile di via Collatina è divenuto il punto di riferimento per coloro che, provenienti dall’Africa, tentano di raggiungere gli altri stati europei al di fuori dei percorsi istituzionali di accoglienza». E qui viene il bello. La stessa azienda sanitaria locale ha affermato di aver aver rilevato già nel 2014 numerosi casi di scabbia per i quali sono stati predisposti «in loco» i trattamenti con gli appositi farmaci. Confermati nuovi arrivi e casi di scabbia dalla stessa Asl Roma B, continuano le cure in un edificio nel bel mezzo di un quartiere residenziale. Tra fabbriche, negozi, scuole e palazzi. «Una polveriera - la definisce il consigliere della Regione Lazio, Fabrizio Santori - che siamo pronti a segnalare insieme ai comitati alla Procura della Repubblica. La questione della scabbia e della tbc è nota nel quadrante est della Capitale e clamorosa è la risposta del Comune di Roma, primo responsabile della salute dei cittadini».

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