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Politica

Riforme, la maggioranza trova l'intesa. La Lega deposita 82 milioni di emendamenti

Proposte tre modifiche su elezione dei senatori, giudici della Consulta e sulle funzioni del Senato. Il Pd attacca Calderoli. LEGGI ANCHE Ma la minoranza Dem non si fida

82.730.460, un numero da Guinness dei primati. Sono gli emendamenti, presentati dalla Lega, al testo sulle riforme in discussione al Senato. Una provocazione di Roberto Calderoli che rischia di complicare e non poco l'iter del disegno di legge. Lui, in realtà, lo aveva preannunciato e oggi ribadisce la propria posizione: "Non ho sentito nessuno, avevo segnalato che li avrei presentati alle 8 e 45". Insomma l'impressione è che il senatore leghista voglia solo aprire un canale di confronto con il governo.  Non a caso subito dopo aggiunge: "Gli emendamenti possono andare e venire, ma mi aspetto risposte e di vedere gli emendamenti della maggioranza. Quando saranno visibili, dirò se sono soddisfatto o meno e se c'è la totale o parziale possibilità di ritiro. I punti sono a loro noti se ci sono risposte bene, ma le prese in giro non le accetto quindi no a compromessi al ribasso, le risposte o ci sono o no". Già, perché l'altra novità della giornata è che la maggioranza sembra aver trovato finalmente l'intesa sulle modifiche da apportare al testo. Modifiche che hanno causato un acceso confronto all'interno del Pd. Sempre stamattina sono stati depositati 3 emendamenti firmati dal presidente della Commissione Affari Costituzionali di Palazzo Madama, Anna Finocchiaro, che riguardano la modalità di elezione dei senatori, le funzioni del Senato e l'elezione dei giudici costituzionali. "Rimangono aperti i nodi del Titolo V e del presidente della Repubblica che affronteremo nei prossimi giorni - spiega il sottosegretario alle Riforme, Luciano Pizzetti -. Noi abbiamo agito seguendo le richieste del presidente Grasso che ha sempre auspicato un'intesa per procedere al meglio. L'intesa nel Pd e in tutta la maggioranza c'è ed è larga. Ora ci sono tutte le premesse per procedere". Certo, resta da vedere se la minoranza compirà il tanto agognato passo indietro. "C'è tempo, vediamo. Gli emendamenti si presentano e si ritirano. Intanto abbiamo lavorato sui testi" commenta il ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi. Più diretto Pizzetti: "Mi auguro che a fronte degli emendamenti presentati dalla maggioranza, vista l'intesa positiva raggiunta, la minoranza ritiri i propri emendamenti e converga sui nostri emendamenti".  E a stretto giro di posta arriva la risposta di Vannino Chiti: "Gli emendamenti presentati sulla eleggibilità dei senatori, sulle funzioni e competenze del Senato, frutto di un confronto e lavoro comune nel Pd, sono positivi. Esprimono una ritrovata unità nel partito e consentono un impegno unitario sui temi delle riforme e dell'azione di governo. Sono soddisfatto che si sia raggiunta una mediazione degna. I senatori saranno sindaci e consiglieri regionali, ma saranno i cittadini a sceglierli. Tornano nella competenza del Senato funzioni di rilievo relative al controllo delle nomine pubbliche, alle nomine dei giudici della Corte Costituzionale, al ruolo nelle politiche europee e nei confronti del sistema delle autonomie, che rendono il nuovo Senato un'istituzione non irrilevante. Come si vede, il bicameralismo paritario si può superare salvaguardando pienamente il diritto dei cittadini a scegliere i propri rappresentanti nelle istituzioni".  Ora bisogna solo capire che fine faranno le proposte di modifica presentate da Calderoli. Pizzetti ha una soluzione tutta sua: "È il regno dell'assurdo presentare milioni di emendamenti. A questo punto costa più Calderoli che tenere aperto il Senato. Aboliamo Calderoli".      Le altre oppposizioni Ma non ci sono solo gli emendamenti della Lega. Anche le altre forze di opposizione hanno presentato proposte di modifica. In particolare, sono 1.173 gli emendamenti depositati da Forza Italia, Sel ne ha presentate intorno alle 60mila, mentre il numero degli emendamenti del Movimento 5 Stelle si aggira intorno ai 200. Richieste di modifica (160) anche dai fittiani e alcuni emendamenti sono stati presentati anche da Mario Mauro, leader dei Popolari per l'Italia.     Le modifiche della maggioranza Con gli emendamenti a firma Anna Finocchiaro vengono assegnati più poteri di "controllo" al nuovo Senato, cui viene restituita anche la funzione di verificare "l'impatto delle politiche dell'Unione europea sui territori". Non solo, alla nuova Camera delle Autonomie, viene data anche la "valutazione delle politiche pubbliche e l'attività delle pubbliche amministrazioni", mentre continuerà a concorrere, come prevede il testo licenziato da Montecitorio, all'espressione di "pareri sulle nomine di competenza del governo nei casi previsti dalla legge". In più dovrà "verificare l'attuazione delle leggi dello Stato" ed "esercitare funzioni di raccordo fra lo Stato e gli altri enti costitutivi della Repubblica". Per quanto riguarda invece l'elettività dei senatori la maggioranza ha proposto una modifica del comma 5 dell'articolo 2: "La durata del mandato dei senatori coincide con quella degli organi delle istituzioni territoriali dai quali sono stati eletti in conformità alle scelte espresse dagli elettori per i candidati consiglieri in occasione del rinnovo dei medesimi organi, secondo le modalità stabilite dalla legge ordinaria approvata dalle Camere per quanto riguarda l'attribuzione dei seggi e di elezione dei membri del Senato della Repubblica tra i consiglieri regionalie ei sindaci". In pratica i consigli Regionali ratificheranno in base alle scelte dei cittadini. Infine torna al Senato la funzione di eleggere due giudici della Consulta.    Article spinner Per raggiungere l'obiettivo di presentare oltre 82 milioni di emendamenti, Roberto Calderoli si è affidato a un article spinner, cioè a un programma grazie al quale un computer, partendo da un testo iniziale, cambia parole, sintassi, morfologia delle frasi per produrre un numero di versioni potenzialmente infinito. Per esempio, "ogni regione deve avere almeno tre senatori" può diventare "in ogni regione non possono essere eletti (scelti, nominati, incaricati... E così via) meno di tre senatori". Ovviamente si tratta di un processo velocissimo. Ora il problema, qualora il leghista dovesse decidere di non ritirarli (tutti o in parte), è come riusciranno i senatori ad esaminarli. Ogni emendamento deve infatti essere stampato e quindi valutato per l'ammissibilità. Per stampare gli 82.730.460 emendamenti, con la clausola di uno a pagina, servono 82.730.460 fogli. Se una risma di carta A4 è di 500 fogli, fanno 165.460 risme. Ogni risma pesa 2,49 chili e fanno 411.997 chilogrammi ovvero 412 tonnellate. E questi numeri valgono per una sola copia. Visto che i fascicoli sono due (uno va in archivio) fanno 823.995 chili, ovvero 824 tonnellate.

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