L'introduzione della flessibilità nelpensionamento continua ad essere nell’agenda del governo. Il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan avrebbe rinunciato ad un duello con il premier, anche se l’impatto finanziario della modifica della legge Fornero non è irrilevante. Il premier è intenzionato a centrare anche questo risultato che sommato all’abolizione delle tasse sulla prima casa per tutti, gli darebbe quello slancio nei consensi che gli ultimi sondaggi hanno ridimensionato. Il ministro del Lavoro Poletti ha confermato che il governo ha allo studio un intervento su questo tema. «Sappiamo che c'è un aspetto da risolvere legato a uno scalino alto che blocca il turn over introdotto dalla Legge Fornero». Poletti ha comunque sottolineato che la valutazione delle «opzioni e dei punti di equilibrio sarà fatta insieme al ministro Padoan». La compatibilità con il bilancio pubblico è un punto fermo. Ma trovare un punto di equilibrio non è facile soprattutto perché gli obiettivi dei due ministeri sono diversi al punto che sarebbero emerse anche delle frizioni. Per Poletti cambiare la legge Fornero è diventata quasi una questione d’onore. Il ministro sa bene di poter dare una grande mano alle imprese, intestandosi quindi un risultato importante sul fronte occupazionale. L'attuale requisito anagrafico per il pensionamento (66 anni e tre mesi, che diventano 66 e sette mesi nel 2016) blocca nelle aziende l'ingresso dei giovani e va nella direzione contraria al Jobs Act che invece ha come obiettivo proprio un maggiore turn over. Renzi è d’accordo: più flessibilità è un gesto di buon senso. Ma Padoan ha frenato. Fermo restando che «è giusto esaminare possibili correttivi che riguardano individui che si trovano vicini alla pensione, va però considerato che questo ha un costo». E il Def, il Documento di economia e finanza dice appunto che i margini di spesa sono risicatissimi. Sul Def è intervenuto l’Ufficio Parlamentare di Bilancio. L'organismo tecnico che valida le previsioni di bilancio del governo prima della loro trasmissione a Bruxelles, ha fatto le pulci al documento mettendo in evidenza che alcune aspettative di crescita (quella per il 2016 pari all’1,3%) potrebbero essere troppo elevate, se paragonate a quanto stimano i principali istituti di ricerca. Intanto cominciano le prime polemiche sui tagli da inserire nella legge di Stabilità. Le Regioni hanno detto che con la riduzione del fondo sanitario, l’aumento delle tasse sarà automatico.
In pensione prima ma con meno soldi
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