Matteo Salvini studia da premier. Nel frattempo però deve concentrarsi sulle amministrative. Tema caldo, anche perché in ballo c’è la sua Milano. Il suo candidato ideale resta Paolo Del Debbio, ma a dipanare ogni dubbio sarà l’incontro tra il segretario della Lega e Silvio Berlusconi che ci sarà probabilmente a Roma tra giovedì e venerdì. Salvini ripete come un mantra che col Cav non c’è problema, basta mettersi d’accordo sul programma. La strada è però piena di ostacoli e dossier aperti. Tra questi oltre al rapporto con Berlusconi, la politica estera e i rapporti col Vaticano. Salvini anche ieri è tornato a ribadire che «è meglio che la Cei cambi segretario». La dialettica con la Chiesa è il tema più delicato di questi giorni. Anche se Armando Siri - consigliere economico di Salvini, che col segretario sta studiando i dossier più «caldi» - frena: «Matteo ha un grande rispetto per il Papa e mai si è permesso di fare considerazioni irriguardevoli. Può capitare che la politica alzi i toni però non c’è mai stata la volontà di sindacare le posizioni del Pontefice che da capo spirituale della più grande comunità religiosa del mondo ha una dimensione globale dei problemi e li affronta secondo il Vangelo e non secondo l’agenda elettorale». Sui rapporti con la Cei Siri spiega: «Non confondiamo i piani. Monsignor Galantino è segretario della Cei e ha un ruolo che lo porta a confrontarsi direttamente con la politica italiana. Ci sono posizioni che hanno bisogno di essere discusse in un confronto tra le parti e non tramite i titoli sui giornali». Una linea ben applicabile anche alla politica estera: Salvini più volte ha attaccato Ue e Usa per le sanzioni alla Russia. «È evidente che esse abbiano delle conseguenze economiche negative per il nostro Paese che non possiamo trascurare - dice Siri - Oggi con l’Isis alle porte dovremmo rafforzare la collaborazione con Mosca, non indebolirla. Sul piano dei rapporti è indiscutibile che gli Usa siano un interlocutore privilegiato per l’Italia e anche per Salvini. Lo sono da sempre e continueranno ad esserlo nel solco dei principi e delle libertà fondamentali che hanno essi stessi ispirato al mondo e di cui debbono continuare a essere testimoni. Ma l’Italia non è più il Paese di De Gasperi, è una nazione matura che si è conquistata il suo posto di prestigio nel mondo e vuole essere rispettata come partner affidabile ma autonomo». Posizione in linea con la politica estera dei governi di Berlusconi, «ponte» tra Mosca e Washington. Per Siri l’alleanza Salvini-Cav non è in discussione, nessuna insofferenza del presidente di FI verso il giovane leader leghista: «Berlusconi soffre solo le conseguenze di vent’anni di attacchi spropositati arrivati da ogni direzione. Sicuramente non da Salvini che con lui è sempre stato leale e chiaro. Non ha mai dato la sua parola tirandosi indietro. Una dote e un valore raro in politica che Berlusconi apprezza. A Palazzo Chigi il candidato è sempre stato il capo della forza politica più rappresentativa sul piano elettorale. Oggi quel rappresentante nel centrodestra è Salvini e nessun altro. Se poi questo non bastasse si possono fare le primarie». Per quanto riguarda i programmi - chiosa Siri - «la pensiamo allo stesso modo pressoché su tutto ciò che può essere importante per l’agenda politica ed economica del momento. Riforma fiscale e introduzione della Flat-Tax, adeguamento delle infrastrutture del Sud a quelle del Nord del Paese, alleggerimento della burocrazia per le imprese. Sull’Euro la questione è aperta, non c’è una posizione ideologica, ma la constatazione delle difficoltà che ha prodotto. L’euro ha portato vantaggi solo alla Germania, questo sistema sbilanciato va ridiscusso. Berlusconi sa che chi ha voluto la sua testa è stata la Merkel: le posizioni del Ppe sono condivisibili su molte cose, ma da lì a trasformare un gruppo che si ispira ai valori della cristianità in un cartello di difesa delle lobby e di interessi contrari ai propri valori mi sembra azzardato».
Berlusconi e Matteo, vertice nella Capitale tra giovedì e venerdì
L'incontro per fare il punto sulle amministrative, specialmente sul candidato per Milano. Allo studio anche i dossier su Chiesa, Usa e Russia
