La gestione della spiaggia di Capocotta e, in particolare, del settore nudisti finisce nelle motivazioni che hanno portato il prefetto di Roma, Franco Gabrielli, a chiedere lo scioglimento per mafia del Municipio X di Ostia. Il problema è che i bandi relativi ai 45 ettari dell'area sono stati sempre di competenza del Campidoglio, ovvero del dipartimento Ambiente. Insomma, si contestano all’organo decentrato mancanze di quello centrale. È stato pubblicato ieri sul sito della Gazzetta Ufficiale il decreto con cui il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, ha ufficialmente commissariato per mafia il municipio di Ostia. Allegate al decreto, le motivazioni della richiesta ad opera del ministro Angelino Alfano e, soprattutto, la relazione del prefetto Gabrielli. Proprio in questa relazione, c'è un intero capitolo dedicato a Capocotta. Sotto la lente degli ispettori è finito il prolungamento degli affidamenti per la gestione dei chioschi. Ad una delle società in questione, risultata morosa (118mila euro fra il 2002 e il 2013) viene addirittura lasciata la gestione dello spazio demaniale per 2 stagioni balneari, «senza neanche un formale atto di proroga». Ma non è tutto. Nella relazione viene approfondita anche la vicenda relativa alla spiaggia nudisti, su cui Mafia Capitale avrebbe messo il capello. «La regolamentazione del relativo rapporto – si legge nel documento - viene effettuata non con atto concessorio ma con un accordo privatistico, senza la previsione di alcun canone». Degna di nota è la presenza nella vicenda di personaggi collegati a Mafia Capitale, i quali avrebbero ìoperato oltre che come rappresentante della societa' affidataria del lotto interessato anche come rappresentante legale che riunisce i concessionari dei 5 lotti». Ora però le cose potrebbero cambiare. Ed è probabile anche che la celebre spiaggia nudisti venga revocata. In conclusione, infatti, il prefetto Gabrielli propone «l’adozione di misure volte ad eliminare il rapporto privatistico esistente relativo alla gestione dello spazio della spiaggia di Capocotta destinato all'area naturalista, spazio di proprietà demaniale, per il cui uso l'amministrazione capitolina non percepisce alcun canone». Certo, il fatto che per giustificare lo scioglimento del Municipio venga inserita una vicenda di competenza del Comune fa sensazione. Ma è vero che di motivazioni per mettere sotto torchio il parlamentino ce ne sono a dismisura. Nella relazione, infatti, si parla anche delle spiagge libere di Castel Porziano, del servizio di potatura delle alberature e perfino della nuova sede del Gruppo X della Polizia Municipale, oltre che della pedonalizzazione del lungomare nell'estate del 2014, evento conosciuto come «Ostia mon amour». Si descrive la circoscrizione di Ostia come «profondamente inquinata e piegata alle esigenze delle diverse consorterie criminali» ed è presente in più passaggi il nome dell’ex Presidente del Municipio, Andrea Tassone (indagato per concorso in corruzione, ora agli arresti domiciliari). «Quanto alle dinamiche che hanno interessato quella Amministrazione municipale - si legge nella relazione di Gabrielli pubblicata ieri - i numerosi episodi, riferiti dalla Commissione, portano alla luce come in più occasioni il Presidente del Municipio abbia intrattenuto rapporti e connivenze con il branch economico di 'mafia Capitalè, funzionali a far conseguire a quest'ultimo una serie di appalti pubblici. Tali rapporti sono, inoltre, testimoniati in conversazioni intercettate. Già da queste circostanze emerge con chiarezza come le collusioni esistenti tra il Presidente del Municipio e le organizzazioni criminali abbiano prodotto l'effetto di piegare e condizionare l'azione degli organi amministrativi agli interessi illegali di 'mafia Capitale». Ostia è presente anche nella relazione dell'Anac sugli appalti comunali. Si parla, infatti, degli «affidamenti (anche qui del Campidoglio, ndr) effettuati senza ricorrere a regolari procedure ad evidenza pubblica, nel caso di attività per manifestazioni durante le ricorrenze di Natale e Pasqua».
Alla fine è tutta colpa della spiaggia dei nudisti
Le motivazioni che hanno portato il prefetto Gabrielli allo scioglimento della X Circoscrizione
