Politica

Insulti di Calderoli alla Kyenge. Per il Senato è diffamazione

Via libera all'autorizzazione a procedere nei confronti del leghista, respinta l'accusa di istigazione all'odio razziale. La difesa: "In quel periodo facevo la chemio"

Roberto Calderoli non si salva. Il Senato, con votazioni per parti separate, ha dato l'ok a procedere, per l'ipotesi di diffamazione, nei confronti dell'ex ministro leghista. I sì sono stati 126, i no 116, dieci gli astenuti. L’Aula ha invece respinto la richiesta per l’accusa di istigazione all’odio razziale. A febbraio la Giunta per le autorizzazioni aveva invece negato l'autorizzazione a procedere. A inizio seduta il capogruppo del Pd, Luigi Zanda, aveva chiesto di rinviare il voto.   I fatti Calderoli dovrà così rispondere davanti ad un giudice delle frasi pronunciate nel luglio del 2013, durante un comizio della Lega a Treviglio. nei confronti dell'allora ministro Cecile Kyenge. In quell’occasione l'esponente del Carroccio disse: "Quando vedo la Kyenge non posso non pensare a un orango". Parole che poi, investito dalle polemiche, cercò di spiegare definendole "una battuta".         La difesa Stamattina, prima del voto Calderoli è intervenuto in aula e ha spiegato che dopo aver pronunciato quelle frasi nei confronti della Kyenge "avrei voluto tagliarmi la lingua. Ho fatto una battuta che era ed è censurabile e lo riconosco, ma tirare in ballo l'istigazione all'odio razziale mi sembra eccessivo. Certo ho detto una sciocchezza e mi sono scusato. Ma proprio in questi giorni ho sentito parlare di bestia e di verme. Ecco, tutti dovremmo fare un passo indietro e portare in politica decenza e buona educazione. Però mai mi aspetterei di vedere il presidente del consiglio e il leader di un partito finire a processo con l'aggravante dell'odio razziale". Il leghista ha quindi ricordato che £proprio in quel periodo avevo subito 4 interventi chirurgici pesanti. Stavo facendo la chemioterapia, e anche ora la faccio, ed è pesante e quando la fai a segno con la testa non ci sei e qualche stupidata magari scappa".

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