Silvio Berlusconi si rivolge ai giovani azzurri a Fiuggi per l'iniziativa di Antonio Tajani e in collegamento telefonico dalla Russia ne mutua il linguaggio, con un inusuale, per lui, ricorso alla «parolaccia». L'ex premier parla ai ragazzi e alle ragazze come alla «grande speranza» e «futuro del centrodestra che deve allargarsi, coinvolgendo anche tutte le altre formazioni e movimenti civici e soprattutto quel 50% di italiani che non è andato a votare e che ancora oggi nell'ultimo sondaggio è aumentato al 54% e non vuole andare a votare». «Questi italiani -spiega- non sono italiani arrabbiati, come direste voi, 'inc....', perché gli italiani 'inc...' se sono di destra vanno a votare Salvini, se sono di sinistra vanno a votare per Grillo. Questi sono italiani delusi e sfiduciati verso la classe politica che ritengono non sia capace di fare a nulla e pensano che il loro voto non serva niente, sono rassegnati». «Ecco -ha concluso- dobbiamo lavorare soprattuto nei loro confronti, convincerli che se passano da maggioranza silenziosa e inattiva a una maggioranza attiva, che va a votare, e che può svolgere un lavoro importante, la situazione cambierebbe assolutamente». E sull’immigrazione: «La situazione oggi è diventata drammatica e dico che l'Europa dalle radici cristiane non può voltare le spalle di fronte a ciò che sta succedendo in Siria e in altri Paesi. L'Europa non può davvero voltare la testa da un'altra parte. Dobbiamo accogliere i cristiani e anche i profughi». Intanto è proseguito il «tour» di Vladimir Putin e Silvio Berlusconi in Crimea; i due leader hanno visitato il sito archeologico dove sorgono le rovine dell'antica colonia greca di Chersonesus Taurica, alle porte di Sebastopoli, e parte delle mura dell'antica città. In una mostra dedicata al periodo bizantino della storia del Quersones, hanno apprezzato alcuni reperti trovati durante gli scavi realizzati insieme da russi e italiani. Ad un certo punto, il capo del Cremlino ha anche scherzato all'indirizzo dell’ex premier italiano: «Silvio, un tempo eravate in Libia; e tu sei stato anche disposto a pagare per questo. Qui le truppe italiane sono rimaste 300 anni: dovete risarcirci». Sorridendo, l'ex premier ha replicato che non si trattava di soldati italiani, ma romani, e si è detto comunque pronto a saldare il debito.
Berlusconi: «Recuperiamo il popolo dei delusi»
Silvio Berlusconi si rivolge ai giovani azzurri a Fiuggi per l'iniziativa di Antonio Tajani e in collegamento telefonico dalla Russia ne mutua il linguaggio, con un inusuale, per lui, ricorso alla...
