Politica

"Chi vede Vespa fa peccato, si confessi"

Marino ne dice un’altra delle sue. Interviene monsignor Fisichella: clamore strumentale LEGGI ANCHE Escort, mafiosi e terroristi in Tv

Un rapporto difficile quello del sindaco di Roma Capitale Ignazio Marino con la stampa. Sarà per questo che nel commentare, in un’intervista a La Stampa di Torino, la trasmissione di Bruno Vespa, «Porta a Porta» nella quale sono stati ospitati alcuni membri della famiglia Casamonica, si sia forse lasciato andare oltre misura. «Questa non è informazione: da cattolico penso che a guardare Porta a Porta si faccia peccato e bisgona confessarsi». Da cattolico, risponde invece alle polemiche, monsignor Fisichella: «Mi sembra che alcuni soggetti di questa famiglia fossero stati già intervistati a lungo dopo l’episodio legato al funerale senza che nessuno abbia detto nulla. Per questo il clamore di ora mi sembra un po’ strumentale. Comunque, prima cade il silenzio su questo, meglio sarà per tutti». Oppure le parole del primo cittadino sono state la ciliegina su una torta messa in frigo da tempo. «Io non guardo "Porta a Porta" - ammette al quotidiano torinese -. Non lo guardo da quando mi occupavo di una legge sulle cure del fine vita e Vespa mi invitò: proiettò immagini di malati non in stato vegetativo ma presentandoli come tali, facendo passare il messaggio che dallo stato vegetativo permanente sia possibile riprendersi». Poi l’indignazione per la trasmissione di Rai1, maggiore rispetto al fatto di cronaca che l’ha suggerita e che colse Marino in vacanza Oltreoceano: «Mi sento offeso come sindaco della Capitale e come cittadino che paga il canone. Oltre al danno, pure la beffa dello spazio in una trasmissione molto vista della tv pubblica. Spero che qualcuno in Rai ne risponda. Io vengo dal mondo anglosassone, dove quando qualcuno mantiene un ruolo per più di 10 anni si pensa sempre ci sia qualcosa che non va. Penso che ci siano tanti giovani giornalisti che sarebbero perfettamente in grado di sostituire Vespa. La puntata in questione è stata un’ulteriore ferita all’immagine della Capitale, che sta invece compiendo ogni passo per liberarsi del malaffare che, negli anni di Alemanno, era arrivato fin nelle stanze dell’amministrazione». Un atteggiamento, quello del sindaco del Pd, ripreso perfettamente dalla performance di Enrico Brignano a Ballarò, con una denuncia forte quanto drammatica: Roma sta morendo sotto i colpi di «tanti uomini onesti». Chissà se il talk di Rai3 rientra nel "gradimento" del chirurgo dem che, pur venendo dal mondo anglosassone si ritrova a guidare la Capitale d’Italia. Considerato che, per sua stessa ammissione, non legge i giornali: «A casa mia li usiamo per incartare il pesce e le uova»; sfugge ai telecronisti, come fece con le Iene, accusati poi di averlo fatto cadere (accusa smentita dal video); dribbla i colleghi troppo incalzanti: «Abbiate un po’ di dignità personale»; sminuisce la professione: «Una dichiarazione, no, mi spiace ho da fare, io lavoro». Chissà per nuovi giovani giornalisti «che potrebbero sostituire» Vespa cosa, e chi, intende il sindaco Marino? Lo stesso che ieri sera, ospite a Otto e mezzo è tornato a giustificarsi: «Ero all’estero con la mia famiglia perché volevo trascorrere le vacanze senza la scorta», e ancora, perché rientrare? «Non c’era davvero nessuna emergenza perché quello che è accaduto è un funerale in cui una famiglia ha voluto manifestare e spettacolizzare la morte di un essere vivente per mandare dei messaggi ai vivi e pochi minuti dopo appresa la notizia, sono stato informato e siamo intervenuti subito con delle dichiarazioni di condanna». Un comunicato stampa d’Oltreoceano appare tuttavia forse più offensivo di una trasmissione che, seppure opinabile, ha fatto comunque cronaca.

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