L’ultimo tassello della rivoluzione di Papa Francesco è stato piazzato ancora una volta attraverso una riforma che piacerà a molti. Ma le critiche non tarderanno ad arrivare, mentre sullo sfondo giungono le prime avvisaglie di uno scisma all’interno della chiesa cattolica. Ieri il Santo Padre, con un Motu Proprio, ha intaccato il ruolo della Sacra Rota, il tribunale del Vaticano che si occupa della cause di nullità del vincolo matrimoniale, con una riforma che agevola i fedeli "poveri" introducendo la sostanziale gratuità della causa, mette al centro il vescovo diocesano e pone fine al vantaggio di chi, per agiatezza economica o per fama, poteva permettersi un percorso agevolato. Insomma, il Motu proprio di Papa Francesco, che segna una decisa discontinuità rispetto alle riforme di Benedetto XIV e Pio X, sarà accolto dagli applausi di tutti. O quasi. Chi ha difficoltà economiche ma è intenzionato a riconciliarsi formalmente con la Chiesa, potrà ottenere la nullità più rapidamente e quindi accedere di nuovo all’Eucarestia. Monsignor Pio Vito Pinto, Decano della Rota Romana, ha sottolineato che «la massa dei divorziati» è formata, appunto, da poveri non in grado di permettersi i corsi per l’annullamento, e che «l’elemento che differenzia questa riforma» da quelle precedenti «è che qui il povero è al centro». Ma rendendo più veloce (però non meno rigorosa) la nullità del matrimonio, esulteranno anche i divorziati risposati che da tempo chiedono di poter creare una nuova unione non in conflitto coi sacramenti per tornare a ricevere la Comunione. Con la nuova riforma, dunque, i prelati-uditori della Sacra Rota, che hanno competenze valide per i residenti dello Stato Pontificio e per i fedeli di ogni parte del mondo e che valutano incapacità psicologica o simulazione, ignoranza, errore, dolo, condizione e timore, faranno un passo indietro nelle loro funzioni. Una riforma che influirà sul ruolo dei circa 270 avvocati rotali, gli unici che possono presentare una causa di nullità di fronte al Tribunale della Santa Sede. Negli ultimi anni gli annullamenti (quelli definitivi sono circa 200 l’anno) sono cresciuti del 20 per cento. Nel 2012 le cause presentate in Italia sono state 2.500, l’anno dopo 3mila. Il 60 per cento arriva al cospetto dei 19 giudici prelati della Sacra Rota. I costi per iniziare e finire un processo, prima del 2010 potevano raggiungere la cifra di 30mila euro. Poi le cose sono cambiate. Ingaggiare un avvocato rotale costa massimo 3mila euro, ma la spesa sale in appello e ancora di più, fino a 5mila euro, se si arriva in terzo grado davanti alla Sacra Rota. Nella metà dei casi, ai più poveri il Vaticano concede il patrocinio gratuito. L’annullamento del matrimonio religioso produce effetti anche su quello civile, ad esempio mettendo la parole fine all’obbligo di pagare gli alimenti. Di volti noti che hanno ottenuto l’annullamento della Sacra Rota ce ne sono molti. Valeria Marini, ad esempio, ma anche Carolina di Monaco, Renato Rascel, Enzo Tortora, Vittorio Gassman, Sandra Milo, Irene Pivetti e Francesco Cossiga. Prima del Motu proprio di ieri, Papa Francesco era intervenuto, sulla stessa scia, anche sul «listino prezzi» per battesimi e benedizioni, definito «uno scandalo». Riforma della nullità del matrimonio a parte, le innovazioni "liberali" del Papa argentino, che hanno dato voce alle frange più "progressiste" della Chiesa su temi quali famiglia, gay, divorziati, “democrazia” interna, ecc, stanno producendo un’"inquietudine conservatrice" di enormi dimensioni. Pochi giorni fa il Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, Gerhard Ludwig Müller, ha parlato del rischio di uno scisma interno alla chiesa cattolica. E di fronte a chi evidenzia che in realtà Papa Bergoglio innova la prassi pastorale ma non la dottrina, Müller ha rammentato che nel 1517 la "rivoluzione protestante" iniziò proprio sulla separazione fra dottrina e pastorale. E mentre il Santo Padre si prepara alla visita negli Stati Uniti, dal 22 al 27 settembre, il Washington Post dà voce alla "ribellione conservatrice" che sta «fermentando in Vaticano» in contrapposizione a molte delle posizioni assunte da Papa Francesco, contestate anche da 500 preti cattolici britannici che parlano della «grande confusione» ormai esistente negli «insegnamenti della morale cattolica».
L’ultima rivoluzione del superpontefice
Ecco la riforma di Francesco che piacerà a molti Ma in Vaticano cresce la «ribellione conservatrice»
