È la strage degli innocenti. Dopo il corpicino del bimbo sirano di tre anni morto sulla spiaggia turca (annegato pure il fratellino e la madre), ieri un neonato senza vita è stato rinvenuto dalla Guardia costiera greca sul litorale di Agathonisi, all’estremità settentrionale del Dodecaneso, a una dozzina di miglia a ovest della costa turca. Insieme ai genitori, il bimbo avrebbe raggiunto l’isola greca, caratterizzata da scogliere particolarmente scoscese. Subito soccorso è stato trasferito in ospedale, dove però i medici non hanno potuto che constatarne il decesso. In precedenza era annegato anche il fratellino maggiore, Galip, 5 anni. L’APPELLO DEL PRESIDENTE La notizia sconvolge una giornata in cui dell’esodo di migranti ha parlato anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, intervenendo in collegamento video al workshop Ambrosetti in corso a Cernobbio. «Non si può pensare di imboccare scorciatoie per chi verrà dopo - ha esordito - perché il dopo è già arrivato». Il presidente ha auspicato «adeguate risposte strategiche. Siamo lontani dalla percezione del carattere epocale e della dimensione del fenomeno migratorio. Lo spettro che a volte compare è l’Europa della paura, dei muri, dei veti: è l’Europa che insegue e, così facendo, alimenta nazionalismi e populismi». Poi un riferimento al terrorismo. «Il mondo è in movimento - ha scandito Mattarella - sulle gambe di milioni di donne, uomini, bambini. Il nemico va visto nelle guerre e nel terrorismo internazionale. La direttrice Nord-Sud è fondamentale per l’agenda europea - ha continuato il Capo dello Stato - Non si può pensare che la frontiera a est sia quella più sensibile per l’Europa. Una politica comune europea - capace di relazioni economiche di pace nel Mediterraneo - è anche l’arma migliore di cui disponiamo nei confronti del terrorismo». FRONTIERE APERTE Intanto ieri Austria e Germania hanno aperto le frontiere. Addirittura alla stazione i migranti sono stati accolti dalle note dell’Inno alla Gioia di Beethoven e dagli applausi scrocianti della gente sui binari (tra cui molti immigrati). Notizia che ha fatto a cazzotti con l’altra: l’arresto di un berlinese di 26 anni che sul social network Facebook avrebbe festeggiato per la morte del piccolo Aylan scrivendo: «Noi non lo piangiamo ma lo celebriamo». «Il diritto all’asilo politico - ha chiarito la cancelliera tedesca Angela Merkel - non ha un limite per quanto riguarda il numero dei richiedenti. Come Paese forte ed economicamente in salute abbiamo la possibilità di fare ciò che è necessario e garantire che ogni richiedente asilo ottenga un corretto esame della sua istanza». Per voce del minstro dell’Interno Mikl-Leitner, Vienna non intende fare ricorso alla forza per bloccare i migranti decisi a entrare nel Paese dall’Ungheria. Oltre tremila rifugiati hanno raggiunto l’Austria solo la notte scorsa. Ognuno di loro può chiedere asilo da noi, e li stiamo regolarmente informando su tale opportunità». L’apertura non è stata indolore. C’è stato un botta e risposta tra Baviera e Berlino. Il ministro dell’Interno bavarese Joachim Hermann, ha criticato il cancelliere tedesco per aver consentito l’ingresso dei rifugiati provenienti dall’Ungheria. Un portavoce del governo centrale ha spiegato che si è trattato di una misura «eccezionale» per alleviare la situazione di emergenza. Ieri pomeriggio migliaia di persone si sono riunite sulla Place de la République a Parigi per manifestare sostegno e solidarietà ai migranti, esprimere indignazione e chiedere l'accoglienza dei rifugiati e il rispetto della dignità umana. «Aprite le frontiere», «Diritto d’asilo per chiunque venga perseguitato», «Sì all’accoglienza», si poteva leggere sui cartelli portati dai manifestanti. Altre dimostrazioni erano state organizzate contemporaneamente in altre città del paese, da Bordeaux a Montpellier, a Lione, Grenoble, Nantes, Strasburgo. In Gran Bretagna, a Londra, raccolte 400 mila firme per chiedere all’esecutivo conservatore guidato da David Cameron di accogliere più rifugiati. SBARCHI A CATANIA Ieri al porto catanese sono sbarcati 370 migranti soccorsi da due motovedette della Guardia costiera nel canale di Sicilia. A coordinare la macchina dell’accoglienza la Prefettura, con personale del Comune, medici dell’Asp, personale della Caritas e della Croce Rossa.
Migranti choc. Morto pure un neonato
Rivenuto sulle coste greche. Appello del presidente Mattarella Vienna e Berlino aprono le frontiere. In stazione applausi ai profughi
