Una fitta rete di talpe, intermediari, funzionari corrotti e connivenze varie. Molti sono stati smascherati dall’inchiesta sul Mondo di Mezzo, altri potrebbero essersi nascosti, fare finta di nulla. Politici a parte, sono proprio loro che adesso vanno stanati, o comunque messi in condizione di non fare più danni. Per il team coordinato dal prefetto di Roma, Franco Gabrielli, si prospetta un lavoro non facile, idealmente ereditato da quello già messo in campo dall’assessore alla Legalità, Alfonso Sabella. Salvatore Buzzi e soci, grazie alle loro conoscenze e, secondo i magistrati, alla loro capacità di corrompere funzionari e dirigenti, erano riusciti a ritagliarsi una posizione privilegiata in settori come l’ambiente, il verde pubblico, l’immigrazione e la gestione dei campi rom. E l’hanno fatto anche grazie alle posizioni strategiche ricoperte da alcuni dei dirigenti presenti anche nella black-list contenuta nella relazione del ministro dell’Interno, Angelino Alfano. Da quanto si evince dall’inchiesta, uno dei ganci sul quale Buzzi contava di più era Claudio Turella, ex direttore del Servizio Giardini, a casa del quale i Ros hanno trovato nascosti ben 570mila euro in contanti. Grazie a Turella, Buzzi ottiene appalti per lui importante come la manutenzione delle aree verdi nelle ville storiche e la riqualificazione di alcuni piccoli parchi, come quello di Colle Oppio e di piazza dell’Esquilino. Sempre grazie a Turella, Buzzi ottiene anche un appalto da 800mila euro per la manutenzione delle piste ciclabili in città, settore che stava molto a cuore al sindaco Marino. Dal Verde all’Ambiente, il passo è breve. Gli agganci sono due: Gaetano Altamura, ex direttore del Dipartimento Ambiente, e Giovanni Fiscon, ex direttore generale di Ama. Anche grazie a loro Buzzi si prende man mano i servizi dove la municipalizzata del Comune non arriva, gestendo puntualmente tutte le emergenze. Durante le festività natalizie del 2013, in tutte le redazioni dei giornali arrivano le foto dei maiali che grufolano fra l’immondizia: lo scalpore è tanto, così alla Coop 29 Giugno viene chiesto di intervenire, senza alcun bando. Ma è la gestione dell’emergenza immigrati e degli «zingari» il settore su cui Buzzi e Carminati puntano di più. Simbolo dell’inchiesta Mafia Capitale è la frase, pronunciata da Buzzi, dove afferma che: «Con gli immigrati si fanno più soldi che con la droga». Anche per questo, quando nel 2013 Gabriella Acerbi diventa direttore del Dipartimento Politiche Sociali, Buzzi non gradendola s’impegna pressando l’ex vicesindaco Luigi Nieri affinché si possa sostituirla con Walter Italo Politano: alla fine arriverà Isabella Cozza «un buon risultato», secondo il ras delle coop. Politano che poi, ironia della «sorte», diventerà dirigente alla Legalità e Trasparenza. Fatto sta che la 29 Giugno, attraverso la Eriches 29, riuscirà a lucrare indisturbata sulla gestione degli oltre 3.000 richiedenti asilo giunti in città. Un business bissato nella già redditizia gestione dei campi rom presenti a Roma, settore nel quale ogni anno il Comune di Roma brucia in totale la bellezza di 25 milioni di euro.
Così il Mondo di Mezzo si è infiltrato in Comune
Funzionari compiacenti e politici a libro paga. Ecco su chi potevano contare Buzzi e Carminati per gestire i loro affari
