«A guidare la politica, nel senso del governo della cosa pubblica, non sono i grandi progetti per costruire un futuro migliore ma le decisioni del giorno per giorno, spesso condizionate da interessi più particolari che generali». C’era grande attesa per l’intervento al Meeting di Rimini del segretario generale della Cei, Nunzio Galantino, e le parole del monsignore non hanno tradito le attese. Nonostante toni più morbidi rispetto alle ultime uscite nei confronti dei partiti, anche davanti alla platea dell’evento organizzato da Comunnione e Liberazione Galantino non ha risparmiato alcuni strali, inserendo però nel suo discorso anche un richiamo della Chiesa a «rinnovarsi». Un parziale «mea culpa» che però non ha evitato ancora una volta le polemiche. Che hanno visto in prima fila nuovamente la Lega di Matteo Salvini. «Le scelte, individuali e pubbliche - aveva detto Galantino in mattinata - sono guidate per lo più dal perseguimento di interessi e fini immediati e poco meditati, dettati spesso dalla ricerca dell’utile e meno da un progetto consapevole e a lunga scadenza». E ancora: «Questo modo di agire è privo di presupposti teoretici e di reali obiettivi. In realta presupposti e obiettivi esistono, ma non sono esplicitati; rimangono sotto traccia, quasi non dovessero essere sottoposti a un vaglio attento». Come detto, Galantino non ha risparmiato una critica alla Chiesa: «Dobbiamo ancora fare tanto nella via della testimonianza, tanto ancora dobbiamo crescere nel dar vita a dinamiche autenticamente evangeliche e libere, che manifestino in modo sempre più trasparente la carità da cui siamo stati raggiunti». Parole che, se hanno permesso a diversi esponenti politici di cogliere gli aspetti positivi del discorso (per Paola Binetti di Ap « è apparso a tutti evidente come il segretario della Cei non ce l'abbia con la politica», mentre il senatore Giuseppe Esposito ha «condiviso e sottoscritto ogni parola. Chi vuole cambiare si faccia avanti. Io ci sono»), hanno comunque provocato la dura reazione di Salvini: «Monsignor Galantino continua a rompere le palle - ha detto il leader del Carroccio a Radio Padania - dice che la politica è sempre governata dagli interessi e poi sui giornali si leggono i funerali di un boss celebrati in pompa magna. È evidente che c'è una parte della chiesa più interessata al denaro e ad altri valori». E se anche il governatore del Veneto Luca Zaia invoca un «mea culpa» del segretario della Cei, il capogruppo della Lega Nord al Pirellone, Massimiliano Romeo, si spinge oltre: «Monsignor Galantino nuovo leader di Cl? Se sì, chiederò al governatore Maroni di non dare più il contributo regionale al Meeting di Rimini». Anche Daniela Santanchè di Forza Italia ha reagito duramente: «Ci farebbe piacere sapere a quale interesse immediato mira Galantino, sempre pronto a puntare il dito contro tutti. Questa sua sete di potere è quanto meno insolita: a che punto vuole arrivare?».
Nuovo comizio di Galantino, la Lega s’infuria
Il segretario della Cei al Meeting di Rimini: «Politica insegue l’utile senza avere progetti»
