Una valanga di emendamenti lo seppellirà (il governo). «Precisamente 510.293 che potrebbero trasformarsi in 6 milioni e mezzo...». Parola di Roberto Calderoli - vicepresidente del Senato ed ex ministro leghista della Semplificazione - l’esperto, per eccellenza, di regolamenti parlamentari. Per questo motivo i renziani di ogni ordine e grado tremano sapendo che il «guerrigliero» è in azione sul ddl Boschi. Senatore, ha fatto impressione la sua foto con il muro di scatoloni che dovranno contenere gli emendamenti. «Se non fai la foto con gli scatoloni i cronisti non ti vedono. E io utilizzo tutte le armi che la Costituzione mette a disposizione per fermare questi corsari al governo». Pallottoliere in mano che cosa emerge sul ddl Boschi? «Che Renzi è in difficoltà enorme. O ragiona o come va in Aula andrà sotto sui primi emendamenti». Ne è sicuro? «Proprio sull’articolo 1 ci saranno i voti segreti. Non ci sono solo i cosiddetti bersaniani ma ce ne sono tanti che ufficialmente sono schierati con il gruppo vero e proprio ma che stavolta voteranno secondo coscienza». I «ribelli» del Pd si vengono a confessare da lei? «C’è tanta gente che mi dice: se potessi dire quello che penso...». «Seppellirò il governo con 6,5 milioni di emendamenti», ha annunciato. Il governo ha ribattuto minacciando la blindatura. «Facciano quel che vogliono. Dico solo che invece di fare un duello di lame sarebbe meglio usare il cervello. Intanto stanno continuando a perder tempo: così, prima dell’estate prossima, non lo fanno il referendum sulla riforma. E se entra in vigore nel luglio del 2016 l’Italicum si rischia il blackout istituzionale: con una legge che può essere utilizzata solo per un Parlamento monocamerale e che invece si trova ad avere ancora un Senato vivo e vegeto». Lei ha costretto agli straordinari 150 dipendenti del Senato. «Francamente che qualcuno lavori non è che... Ma non riesco a pensare che ci siano 150 persone che sono state richiamate per gli emendamenti. Ce ne saranno due-tre al massimo». L’accusano di spreco di denaro per la mole di carta che sarà necessaria. «Io ho portato tutto in dei dischetti che mi sono pagato da solo. Sono tutte leggende. Ho anche detto che se il governo è disponibile a discutere su quattro emendamenti per me sono ancora in tempo». Per fare cosa? «Senato elettivo, autonomia finanziaria degli enti locali prima di tutto. In tal caso blocco tutto e non si va a stampare nemmeno un foglio di carta». Che cosa consiglia a Renzi? «Ha la possibilità di fare una riforma addirittura con due terzi dei membri del Parlamento. Se usa il cervello e non le bandierine politiche, sa bene che il Senato o fa qualcosa o va chiuso: e allora è meglio tenerlo con l’elezione diretta, con i giusti pesi e contrappesi costituzionali, dove si restituiscono un po’ di funzioni alle Regioni e l’autonomia agli enti locali sennò i Comuni muoiono. Qui c’è in ballo un discorso di democrazia: adesso quello che vince con un punto in più le elezioni si becca presidente della Repubblica, della Camera, del Senato, delle authority. Non è un sistema democratico. Se invece Renzi vuole fare il padre dei bracci di ferro vedremo chi ce l’ha più duro». Riuscirete a tenere a bada la minoranza Pd e la voglia di Nazareno di FI? «Credo che la minoranza Pd stavolta non farà un passo indietro: da 28 rischiano di diventare 50. L’atteggiamento di Berlusconi, invece, è ondivago: mi auguro che adesso sia definitivamente all’opposizione. Dopo la Rai, con l’accordo sul presidente e il direttore generale, dico al Cav: basta flirt estivi».
"Renzi usi la testa o in Aula va sotto"
Parla Roberto Calderoli (Lega)
