Politica

La sfida di Silvio per Renzi al bivio

Per una volta Grillo non ha fatto propaganda ieri sul Corsera: allo stato è il M5Stelle a contendere il governo a Renzi con buone probabilità di strapparglielo. Dunque un patto del Nazareno sulle...

Per una volta Grillo non ha fatto propaganda ieri sul Corsera: allo stato è il M5Stelle a contendere il governo a Renzi con buone probabilità di strapparglielo. Dunque un patto del Nazareno sulle riforme dovrebbe essere sottoscritto da Berlusconi e Renzi ma anche da Salvini e Grillo. Allora perché si riparla di una intesa tra Berlusconi e Renzi?Semplice, perché è quasi obbligatorio cercarla per il presidente del Consiglio. I numeri al Senato ballano, la sinistra del pd ha il doppio dei voti dei dieci soccorritori verdiniani. Il rischio per Renzi è lo stallo senza neppure più la minaccia di elezioni subito: equivarrebbe a consegnare il governo a Grillo con qualsiasi legge elettorale, persino con la proporzionale pura. E Renzi ha naso democristiano più del mio, non ha bisogno dei sondaggi per capire che una sua sconfitta sulle riforme porta al trionfo dell’antipolitica. Qualche altro democristiano come noi l’ha capito prima e se l’è filata in tempo, ogni riferimento a Letta e Pistelli è puramente voluto.Berlusconi serve a Renzi non solo per blindare le riforme al Senato(e qui mi addentro su un terreno assai trasgressivo). Renzi sa che la sinistra pd non vuole il senato elettivo ma solo riprendersi la ditta: i bersaniani sembrano i dorotei che contestavano il doppio incarico di De Mita alla guida del governo e della Dc. Da figlio di un demitiano, Matteo ricorda che De Mita perse prima il partito e poi il governo. C’è da scommettere che la ditta Matteo non la mollerà, piuttosto accompagnerà alla porta la sinistra pd. A quel punto il suo problema sarà affrontare le elezioni con un nemico a sinistra. A Renzi servirà una copertura al centro come l’Ulivo del '96 e la Margherita del 2006. Non saranno i cespugli governativi a stabilizzare al centro la prima vera candidatura di Matteo alla guida del Paese. Pensate che colpo sarebbe per lui avere in coalizione Berlusconi. Insorgerebbe il popolo viola,tornerebbero i girotondi, Micromega promuoverebbe un appello di intellettuali. Ma Renzi vincerebbe le elezioni contro Grillo nel segno della forza tranquilla che assicura il Paese da ogni avventura. Scelga Renzi se tentare questo azzardo. Di una cosa stia certo: Berlusconi accetterà un nuovo accordo solo entrando ufficialmente nel governo e nella maggioranza e con un impegno anche per la prossima legislatura. Al di sotto di questa prospettiva sarebbe folle per Silvio sacrificare lo scampolo di centrodestra che gli resta seppure in condominio con Salvi

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