Politica

Bisignani: "Io, i "pirati" e il file Querela installato nel mio computer"

Le perplessità del consulente che finì indagato nell'inchiesta P4

«Ovviamente non mi sono mai accorto di avere il computer hackerato. Ricordo, però, di aver aperto un file arrivato con una mail che per oggetto aveva la parola 'Querela'. A questo punto immagino fosse un modo subdolo per indurmi ad aprire una mail e installare il software spia». Luigi Bisignani sorride alla notizia che il suo nome compare nelle mail pubblicate da Wikileaks dopo l’hackeraggio ai danni dell'azienda Hacking Team di Milano che sviluppa software spia utilizzati dai Servizi e forze dell'ordine divari Paesi come l'Italia. In uno dei messaggi 'bucati' scambiati tra dipendenti della società, che aveva come oggetto proprio il nome di Bignani, si legge: «La chiave dell'inchiesta sulla P4 sta anche in qualche byte di codice, in un programma per computer. I pm [...]sono riusciti a installare [un virus, si potrebbe dire] nel portatile di Luigi Bisignani, trasformandolo di fatto in una cimice. Un esempio di una tecnologia 'da hacker' utilizzata per fini nobili: come un Robin Hood che intercetta gli indagati per aiutare la giustizia. 'Querela' - il nome del file sul pc di Bisignani - è un programma sviluppato interamente dalle forze dell’ordine italiane».   La sorprende sapere che il suo pc aveva installato un software spia? «Quello che mi ha sempre colpito in questa storia è che chi aveva avuto l'incarico di fare intercettazioni sul mio telefono è la società collegata al dottor Genchi. Bisognerebbe chiedere ai pm, che si sono appoggiati alla struttura di Genchi, come mai lo stesso fosse in contatto con altre società. Perché le intercettazioni sul mio pc formalmente sono state fatte da una società di Palermo. Questo aspetto sarebbe interessante da approfondire».   Da ciò che appare, però, lei era intercettato un software spia che, per quel che ne sappiamo, potrebbe essere ancora nel suo pc. «Non mi sono mai sentito e non mi sento vittima delle intercettazioni, che sono state fatte legittimamente. Ma visto che ora viene fuori questa storia bisognerebbe chiedersi come mai nel mio caso sono state affidate ad una società di Palermo collegata, forse, a signori a loro volta legati a 007 di mezzo mondo. E' più interessante chiedersi questo forse, piuttosto che chiedere a me commenti. Non mi sento vittima della giustizia, però vorrei capire come si è arrivati a Palermo, passando per Napoli e Milano".

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