Chi dorme non piglia pesci. E rischia pure di essere sfrattato. È un periodaccio per Silvia Decina, capo segreteria del sindaco Ignazio Marino. Non è indagata, ma evidentemente il fatto di essere citata più volte nelle carte dell’inchiesta su Mafia Capitale non le fa dormire sonni tranquilli. E l’evidente nervosismo del suo capo non aiuta. Tanto che il giovane braccio destro del primo cittadino è stata pizzicata dall’obiettivo dello smartphone di Luca Marsella, responsabile di Casapound per il X Municipio Ostia, mentre probabilmente dormiva nel bel mezzo di un incontro fra la giunta di responsabilità nominata da Marino e i comitati di quartiere del litorale. Marsella ha pubblicato la foto sulla sua pagina Facebook, e poi ha commentato: «Ecco chi amministra Ostia. Silvia Decina, segretaria del sindaco Marino e delegata al X Municipio con Sabella, 140.000 euro di stipendio, coinvolta nelle intercettazioni di Mafia Capitale. Eccola, mentre dorme sulla poltrona del X Municipio in un incontro con i comitati di quartiere sugli allagamenti. Vergogna». Va precisato che fonti del Campidoglio a lei vicina tendono a smentire l’ipotesi che Decina si fosse addormentata. I COMITATI SI RIBELLANO Non potendo sempre essere a Ostia, infatti, il sindaco ha delegato proprio la Decina a rappresentarlo, insieme all’assessore Sabella. Ma i comitati non sembrano essere contenti. E la foto del "sonno" della capo segreteria è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Il giornale online Roma Today, infatti, ieri mattina ha ospitato la denuncia di alcuni comitati di quartiere che, dopo aver chiesto invano di incontrarla, hanno deciso di alzare la voce. I comitati "Sentinelle degli alberi RomaLido - Sos ambiente 10°", "Amici della Madonnetta" e "Comitato civico" ritengono infatti «lesivo della dignità dei cittadini che rappresentano, il fatto che per essere ricevuti dal "delegato del delegato" Silvia Decina del X Municipio debbano trascorrere oltre due mesi». Una vera e propria delegittimazione della fac totum del sindaco: «A fronte di tale assenza di attenzione alle problematiche del nostro territorio - spiegano - riteniamo di annullare ogni nostra richiesta di incontro. Ci stiamo già attivando per ricercare altri interlocutori e comunque non si esclude di intraprendere azioni di lotta sul territorio, come già avvenuto in passato, per impedire ulteriore degrado». Il riferimento è «in particolar modo ad Atac che continua a sperperare soldi pubblici nella costruzione di inutili barriere antirumore a fronte di un servizio di trasporto della Roma-Lido da terzo mondo e ad una eventuale ripresa del taglio di alberi da parte del Comune di Roma». Tornando alla foto, sul profilo del militante di Casapound è intervenuto anche Gaetano Di Staso, presidente del CdQ Ostia Antica Saline, che «si chiama fuori, in quanto il CdQ per statuto è estraneo a qualunque influenza e colore politico». GUAI A STARE CON I BALNEARI Intanto, sempre su Ostia continuano le schermaglie fra il commissario del Partito Democratico, Matteo Orfini, e i grillini lidensi. Ieri leader del Pd Roma, durante la conferenza stampa di presentazione della Festa dell’Unità 2015, ha accusato il partito guidato da Beppe Grillo di assumere «un atteggiamento becero», essendosi «presentato in riunione con i balneari di Ostia, che si sono opposti alla riapertura dei varchi, settore dove si annidano le infiltrazioni».
Ecco la Decina, strapagata per dormire
Il capo segreteria del sindaco «pizzicata» a un incontro con i comitati di Ostia Il suo stipendio? 140mila euro. La poltrona di «delegata» al Litorale la usa così
