I vigili urbani sequestrano la ex scuola privata Socrate e il vicesindaco Nieri la vuole riaprire. Sarebbe da ridere se non ci fosse da piangere. In Campidoglio la mano destra non sa cosa fa la sinistra. E per Roma Nord l’incubo di un centro rifugiati per 100 immigrati da aprire nella strada di belle ville con piscina che ha fatto andare sulle furie i residenti di via Casale San Nicola a La Storta non è affatto scongiurato. La polizia locale di Roma Capitale non ha fatto in tempo a bloccare i lavori che il Comune corre ai ripari per riaprirlo. La prima avvisaglia - mentre a La Storta si brindava nel presidio che va avanti da tre settimane - è stata l’esclamazione addolorata dell’assessore alle Politiche sociali Francesca Danese. «È una notizia molto triste» ha commentato a proposito del sequestro. Ma è stato il vicesindaco Luigi Nieri a entrare nel vivo: ieri pomeriggio si è messo a spulciare i documenti chiesti e prontamente consegnatigli dal presidente del XIV Municipio Valerio Barletta, per capire come tappare le falle. «L’amministrazione capitolina - conferma Nieri - farà tutto il possibile per arrivare alla realizzazione del Centro, che è urgente e necessaria». Ma come, non è stata la polizia locale di Roma capitale a chiudere la struttura? «Deve essere chiaro a tutti - ammonisce Nieri - che possono certamente subentrare ostacoli quando si realizzano dei progetti, ma gli ostacoli si superano. Va chiarito altresì che non siamo disposti ad accettare pressioni da parte di nessuno - avverte -. L’assessore Danese ha già spiegato che l’amministrazione ha lavorato con la Prefettura per valutare in quali Municipi realizzare il Centro, scartando quelli con la più alta presenza di migranti, a cominciare dal IV, V e VI. L'area di San Nicola, nel XIV Municipio, risultava quella migliore da questo punto di vista» ha spiega il vicesindaco di Roma. Per i residenti, che avevano stappato le bottiglie, è una mazzata. Ma qualcosa avevano intuito. «Non c’è ancora alcun cartello di sequestro sui cancelli, dentro l’ex scuola ci sono tre romeni, i custodi, e c’è un via vai continuo di persone che entrano a prendere la legna, sono i senza tetto romani che si sono accampati nella tendopoli e reclamano anche loro un posto insieme ai profughi, ma chi ce li ha portati questi qui? - raccontano Alberto Meoni e Marco Morichelli del comitato spontaneo Casale San Nicola, costituitosi a fine aprile, dopo che una residente aveva visto gli operai al lavoro, gli aveva chiesto cosa stessero facendo e si era sentita rispondere che stavano preparando un centro di accoglienza immigrati. I residenti avevano scatenato il finimondo. Il presidio e una lunga lista di prove per documentare le presunte irregolarità della struttura, a cominciare dall’affidamento dei lavori alla coop Isola Verde. Ma per il vicesindaco Nieri «dai primi riscontri effettuati, pare che l’immobile privato - selezionato attraverso regolare bando della Prefettura di Roma per ospitare il Centro - sia stato soggetto a lavori edili in assenza di alcune autorizzazioni». Nieri pensa quindi di cavarsela con poco. «Effettueremo tutte le verifiche del caso. Laddove si riscontrassero soltanto delle mancate comunicazioni, basterebbe procedere alle richieste di pareri necessarie per superare gli ostacoli e dunque realizzare, come da programma, il Centro di accoglienza». Ma i cittadini non ci stanno. «Il comitato è sempre più convinto di stare dalla parte del giusto - dicono -. Non molliamo il presidio e ci chiediamo perché il Campidoglio continui con questo braccio di ferro nononostante siano stati i vigili urbani a chiuderlo». «Per i nostri tecnici poi - spiegano - non sarà cosa semplice come sostiene il Comune. C’è anche il veto della Soprintendenza. A questo punto ci chiediamo perché il Comune insiste. Forse per garantire l’affitto di 8-9mila euro al mese?». Sulla proprietà i residenti sanno tutto. «L’immobile che gestisce la coop appartiere a una famiglia di origine siciliana, quattro fratelli, e una quinta persona è un ex esponente politico». Il sudoku immigrati a Roma continua. Come lo scaricabarile. 27 i milioni sul piatto del bando prefettizio per 3.100 persone da piazzare.
Centro a La Storta Sequestro beffa
I cittadini di Casale San Nicola brindano. Ma Nieri avvisa: lo apriremo lo stesso
