«Un fulmine a ciel sereno». Così Roberto Bacheca, sindaco di Santa Marinella, commenta il sequestro della casa degli orrori in via Raffaello. Pesantissime le accuse mosse al responsabile, alla moglie e a tre operatrici e che vanno dalla violenza aggravata alle lesioni e ai maltrattamenti aggravati sugli otto ospiti della struttura "Il monello mare". Sindaco, se lo aspettava? «Assolutamente no. Non mi sono mai arrivate segnalazioni, voci, pettegolezzi che potessero prepararmi a tutto questo: per me è stato un fulmine a ciel sereno. Forse i servizi sociali qualcosa avranno saputo, ma a me non è mai stato comunicato nulla» L’associazione Onlus è presente da molto sul territorio. C’è mai stato personalmente? «La struttura esiste dal 1996 ed è una delle quattro che abbiamo nel Comune. Da quando sono stato eletto primo cittadino, nel 2008, ogni Natale vado a far visita ai ragazzi di quella e delle altre case famiglia per gli auguri». Il "Monello mare" le ha mai suscitato sospetti? «Al contrario. La situazione era tranquilla, serena. Anche la villa che ospita la comunità è decorosa. Con i ragazzini, che hanno tutti tra i 14 e i 17 anni, ho parlato più volte. Hanno storie difficili alle spalle, ma mai avrei immaginato che avessero continuato a soffrire. Sono affranto, incredulo, mi sembra un incubo». Gli operatori li conosce? «A Santa Marinella ci conosciamo tutti, loro sono persone del posto». Le sembrano capaci di macchiarsi delle atrocità delle quali sono stati accusati? «Io sono molto stupito, ma sentenziare così senza neanche aver visto la relazione dei servizi sociali mi pare indecoroso» La Polizia l’ha già contattata? «Non ancora». Il suo primo pensiero, non appena appresa la chiusura della casa famiglia? «Per quei ragazzini, poco più che bambini. Reduci da storie pesanti, di sofferenza, ed oggi di nuovo sottoposti a traumi. A loro vanno tutta la mia solidarietà e l’impegno perché possano superare anche queste supposte violenze». Dove andranno ora? «Sono stati ricollocati in altre strutture che, per chiari motivi trattandosi di minori, non possiamo rendere note. Alcune sul territorio, altre fuori. Stiamo cercando di garantire loro la necessaria assistenza psicologica. Qualora le accuse fossero confermate, il Comune si costituirà parte civile? «E’ un percorso che potremmo intraprendere, sì. Sempre e comunque dopo la relazione dei servizi sociali».
"Conoscevo tutti. È un fulmine a ciel sereno"
Parla Roberto Bacheca: "La villa in via Raffaello era decorosa. E avevo incontrato quei ragazzini"
