In che razza di Paese viviamo. Infami teppistelli devastano Milano, distruggono auto e negozi di gente perbene, seminano il panico, lanciano bombe-carta, imbrattano muri, sfasciano l’arredo urbano, ci fanno fare una figura barbina in mondovisione, e le istituzioni che fanno? Gridano al successo per aver consegnato la città a migliaia di scalmanati perché «è meglio qualche danno rispetto al rischio di qualche ferito». Nessun altra nazione permetterebbe lo scempio dell’Expo, nemmeno i governanti di una Repubblica delle banane imporrebbero alle forze dell’ordine di incrociare le braccia in flagranza di reato. I cittadini non reclamano sbirri pistoleri all’americana, ma tra la «macelleria messicana» alla Diaz e il nulla assoluto, almeno una via di mezzo che li faccia dormire sereni. E invece niente. Solo da noi quei bastardi senza gloria godono di privilegi in parlamento e impunità giudiziarie. Provassero a sfiorare un poliziotto in Germania o negli Stati Uniti: presa qualche manganellata, scontata la pena per intero, non ci proverebbero più. Invece lorsignori qui si divertono da pazzi (e sul luogo del delitto ci ritornano pure) perché sanno di poter contare su una patria senza regole e con un ministro come Alfano che anziché salire in ufficio e riempire scatoloni con gli effetti personali, l’indomani grida al successo per le «tattiche vincenti» studiate a tavolino. Su le mani. Siamo alla resa incondizionata dello Stato. Che Paese, poveri noi.
«È andata benissimo»
di Gian Marco Chiocci In che razza di Paese viviamo. Infami teppistelli devastano Milano, distruggono auto e negozi di gente perbene, seminano il panico, lanciano bombe-carta, imbrattano muri,...