Dalle acque del Mediterraneo alla fine riemerge il Patto del Nazareno. L’accordo Renzi-Berlusconi, che sembrava definitivamente naufragato dopo l’elezione del Capo dello Stato, torna a farsi vedere sul tema immigrazione. Il Senato infatti ieri ha approvato la mozione di maggioranza a seguito delle comunicazioni del premier sul Consiglio europeo di oggi in merito all'emergenza migranti. Oltre alla risoluzione di maggioranza il Senato ha approvato i dispostivi delle risoluzioni di Forza Italia e quello dei Cinque stelle. Sono state respinte, invece, le due risoluzioni leghiste e quella di Sel. La risoluzione di Forza Italia impegna il governo a sollecitare l’Ue «ad una revisione delle clausole del Regolamento di Dublino III», ma in aggiunta chiede di porre in essere operazioni analoghe all’operazione Ue di Atalanta contro la criminalità e di sollecitare il Consiglio di sicurezza dell’Onu a emanare risoluzioni in linea con gli articoli 41 e 42 della Carta dell'Onu (ossia, essenzialmente, ma non solo, il blocco navale). In particolare, si impegna il governo a «istituire un tavolo di coesione nazionale per l'emergenza immigrazione e per le crisi internazionali in atto, che coinvolga i rappresentanti dei governi che hanno maturato un’esperienza nel passato, e le forze politiche di buona volontà». E dietro l’approvazione della risoluzione di FI c’è una trattativa andata a buon fine. Una trattativa non facile che ha lasciato più di una bocca amara nel Pd. Dietro le quinte del dibattito in aula il lavoro di Paolo Romani (Fi), Pier Ferdinando Casini (Ap), Luigi Zanda e Giorgio Tonini (Pd): così si è arrivati a cancellare dalla versione originaria della risoluzione di maggioranza i dubbi sull’efficacia del blocco navale, proprio per far sì che si potesse avere l’ok della maggioranza anche sul documento Fi. Per questo il governo italiano non esclude la possibilità di arrivare ad un blocco navale in Libia. L’approvazione del dispositivo della risoluzione di FI dà infatti al Consiglio di sicurezza dell'Onu il compito di valutare. E la parte della risoluzione di maggioranza in cui lo si vietava esplicitamente è stata cancellata. La votazione dopo le dichiarazioni del premier: «Non tutti i passeggeri sui barconi dei trafficanti sono famiglie innocenti», ha scritto Renzi in un editoriale sul New York Times. Il premier ha ricordato che in Libia «opera anche lo Stato Islamico e dunque il nostro sforzo per combattere il terrorismo in Nord Africa deve evolvere per superare anche questa minaccia, che crea terreno fertile per il traffico di uomini e interagisce pericolosamente con esso». Nel documento dei senatori del MoVimento, invece, c'è l’impegno al governo a superare il regolamento Dublino III allo scopo di favorire «l'inserimento dei richiedenti asilo già al momento della richiesta nei Paesi dell'Ue dove già vivono i propri parenti, congiunti e conoscenti», a promuovere la previsione che le domande di protezione possano essere presentate presso le ambasciate degli Stati Ue. Si chiede inoltre di favorire trattamenti non discriminatori e con tutele rafforzate per minori, anziani, malati e donne «con la possibilità di essere assistiti da personale qualificato e dello stesso sesso». E di attivare in tutta l'Unione ad una «seria e solidale politica di gestione dei flussi» soprattuto nella lotta alle organizzazioni criminali che lucrano sul traffico di esseri umani, oltreché avviare un sistema europeo di accoglienza, favorendo le logiche di ricongiungimento familiare.
Il Nazareno resuscita sul barcone
L’intervento militare ricompatta l’asse Renzi-Cav. Con molte amarezze a sinistra
